Fernando Alonso: il morso del mastino

grande festa per fernando alonso e per la renault che ritornano alla vittoria nel gran premio di singapore

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    Quest’anno di occasioni ne avrebbe avute tante. Non poche sono state le gare dall’esito bizzarro. Per un motivo o per l’altro, però, il mastino di Oviedo aveva sempre mancato la presa. Con il successo di Singapore, invece, Fernando Alonso dà tutta un’altra piega alla sua stagione e dichiara:“E’ incredibile. Ci vorranno due giorni per riprendermi!”.

    INCREDIBILE. “Sembrava impossibile vincere una gara quest’anno – ricorda senza tentennamenti Alonso – invece oggi è stato il nostro giorno! Sono stato fortunato ma penso anche di essermi meritato qualcosa perché sono partito per fare una gara d’attacco e non ho mai mollato. Nel finale ho controllato Rosberg che ha fatto come me una grande gara”.. Parla di incubo scampato, invece, Flavio Briatore:“Ho sognato che Fernando si ritirava e non sono riuscito a chiudere occhio per tutta la notte! Questa gara, però, è stata fantastica e questa vittoria ripaga l’intera squadra per tutti gli sforzi fatti. Vi assicuro che non sono pochi”.

    TATTICA GIUSTA. Che la sua depressione post qualifica fosse caricata di scaramanzia non era un dubbio ma una certezza. Che con un po’ di fortuna e un po’ d’abilita abbiano deciso alla Renault di adottare la strategia che anche noi avevamo segnalato come migliore, è un dato di fatto. In una pista dove non si sorpassa e vi è un’alta probabilità di safety car, infatti, conviene partire leggero e mettere quanta più benzina possibile PRIMA che lo facciano gli altri. Il risultato è quello visto a Monaco con Hamilton e a Singapore con Alonso.

    PIQUET GRANDE ALLEATO. Ammesso che l’incidente non sia stato “pilotato” dal box Renault (mai mettere limiti alle diavolerie che possono uscire dalla fervida mente di Flavio Briatore), l’errore di Piquet non poteva capitare in un momento migliore per l’asturiano. Il pilota brasiliano ha così messo una pedina ben salda sulla riconferma! Scherzi a parte. Un regolamento che solo rende ammissibile l’ipotesi di un gioco di squadra così truffaldino ma non scorretto, dimostra l’ennesima incapacità di chi governa la massima competizione motoristica. Di questo, però, abbiamo già parlato. Quello che non abbiano ancora sottolineato è come sia stato effettivamente quello il momento chiave della gara e, forse, dell’intero mondiale 2008.