Fernando Alonso risponde alle 7 domande più cattive della F1

Motori spenti

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    Bella intervista a Fernando Alonso su La Stampa. Il pilota spagnolo viene interrogato a 360 gradi e sottoposto ad una serie di quesiti che qualcuno definirebbe “cattivi”. Ne abbiamo isolati 7, i più interessanti. Vanno dal rapporto con Felipe Massa, ai battibecchi con Hamilton, alle precedenti dichiarazioni d’amore rilasciate alla McLaren, alla reputazione di piantagrane, alla rabbiosa voglia di rivincita che ha Michael Schumacher nei suoi confronti, alle controverse aspettative dei tifosi Ferrari… Abbiamo preso le risposte e le abbiamo messe in classifica.

    7. OBBLIGATO AD APRIRE UN CICLO?. Si comincia dal fondo. Alonso è chiamato ad aprire un ciclo di vittorie ed a lasciare un segno indelebile nella storia del Cavallino, in quella della Formula 1 e del motorsport più in generale. Lo spagnolo sa che attorno a lui c’è una pressione diversa da quella che c’è su Felipe Massa. Il brasiliano è conosciuto. Lui no: paradossalmente il suo primo rivale è chi non c’è più, Kimi Raikkonen. Vale a dire colui il quale ha fallito proprio nel dare vita ad un ciclo vincente. “So comunicare bene con i tecnici, è uno dei motivi per cui la Ferrari mi ha voluto – spiega l’asutriano -. Ma alla fine conta solo vincere. Lo so che ci sono grandi aspettative. Darò il 110 per cento ma nelle prime due gare non riuscirò a esprimermi al massimo, perché dovrò abituarmi alla nuova monoposto.

    6. L’AMICIZIA CON BRIATORE?. Destinato a creare strascichi è il rapporto con Flavio Briatore. Il geometra di Cuneo è amico del pilota Ferrari nonché ex-manager ed entrambi sono stati chiamati in causa, con responsabilità diverse, per i fatti di Singapore che sono costati la carriera al piemontese. “Flavio è un amico, sono contento che sia stato riabilitato e gli auguro ogni bene”, si è limitato ad esternare Alonso facendoci riflettere sul fatto che, ad oggi, con la revoca della condanna, si rischi di creare una tempesta in un bicchier d’acqua.

    5 .ANCORA PIANTAGRANE?. Chi definisce Fernando Alonso un truffatore dovrebbe articolare meglio il concetto perché non si capisce bene su cosa tenti di appigliarsi. Chi lo chiama piantagrane ha qualcosa in più su cui far riflettere. Polemiche contro la FIA nel 2006, polemiche contro la McLaren nel 2007, ad esempio. Interrogato sul tema, l’ex pilota Renault focalizza l’attenzione su qualcosa di più concreto:“La mia reputazione è legata ai risultati e alla capacità di sviluppare una vettura. Se episodi minori fanno più rumore non ne ho colpa”

    4. FERRARI A VITA?. Torniamo sulla Rossa di Maranello e la pesante dichiarazione che resterà a vita in Ferrari. Ne è proprio sicuro? Non c’è il rischio che cambi idea come ha fatto con la McLaren? “Non succederà mai”, ha lapidariamente replicato Alonso sperando di ritagliarsi già così un piccolo spazio nel cuore dei tifosi, ancora ferito per l’affare Schumacher-Mercedes.

    3. CON SCHUMACHER DUELLO PERSONALE?. Alonso si lamenta della scarsità di test. E’ l’occasione buona per fargli notare che Schumacher ha aggirato il divieto allenandosi con una monoposto di GP2. “Non credo sia un buon punto di riferimento”, ha commentato. Il tedesco torna e mostra i muscoli. Vuole fare paura. Vuole una rivincita per il mondiale perso nel 2006 causa motore andato in fumo sul più bello. Sarà lui l’avversario più scomodo ma guai a farne una questione personale:“Penso che tra le sue motivazioni ci sia vincere l’ottavo titolo che gli è sfuggito. Il suo rientro darà nuovi stimoli alla F1″.

    2. MASSA SECONDA GUIDA?. Chiarito che dopo il diverbio del 2007 i rapporti si sono ricomposti, Alonso dimostra le sue doti di buon comunicatore rivoltando la frittata. Non solo non chiede che Massa gli faccia da scudiero, ma semmai ci tiene a precisare che non accadrà il contrario:“Non chiedo niente. Ma non voglio essere trattato da numero 2 come in McLaren.

    1. MCLAREN TEAM PREFERITO?. McLaren, si diceva. Hamilton ha commentato in modo sarcastico le prime parole di Alonso da ferrarista. All’entusiasmo per essere arrivato nella squadra italiana, il collega inglese ha contrapposto il ricordo dell”approdo a Woking di due anni prima facendo notare una sostanziale ipocrisia dello spagnolo:“Non ho tempo da perdere per rispondergli - si è limitato a dire Alonso - Arrivavo da due successi, mi sembrava una scelta felice per inseguire il terzo - ha aggiunto – Il Cavallino, invece, è qualcosa di più. Le persone sognano di sedersi al volante di una Ferrari stradale, figuratevi che cosa significa guidare la monoposto”. In attesa di futura smentita, riportiamo anche un commento sulle diverse modalità di lavoro tra Woking e Maranello:“Alle riunioni c’era un ingegnere seduto dall’altra parte di un tavolo, a dieci metri di distanza. Gli altri tecnici erano collegati via mail. A Maranello discutiamo assieme. In italiano. L’ambiente è familiare e si percepisce la passione per le corse”.