Ferrari “cattiva” pur di tornare al vertice in F1

Ferrari “cattiva” pur di tornare al vertice in F1

Formula 1: la Ferrari usa una retorica buonista ma di fatto si sta trasformando un un team decisamente cattivo pur di tornare ai vertici della F1

da in Ferrari F1, Formula 1 2017, Stefano Domenicali
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    ferrari formula 1


    Vi faccio due nomi: Felipe Massa e Aldo Costa. Cosa hanno in comune? La Scuderia Ferrari di Formula 1, ovviamente. Prendiamo i loro due destini per evidenziare quanto sia difficile lavorare per il team più blasonato e importante del mondo dei motori. Se si indossa una tuta rossa, infatti, si è obbligati a vincere. Si deve necessariamente sopportare una pressione extra su ogni proprio insuccesso. Si rischia facilmente di finire vittime di processi sommari. Ne sa qualcosa l’ex direttore tecnico che, per la prima volta da quando è passato alla Mercedes, parla del modo in cui è stato silurato poco meno di un anno fa. Ne sa altrettanto il pilota brasiliano: mai come adesso nell’occhio del ciclone e, secondo alcuni, non divenuto un brocco ma semplicemente obbligato a sacrificarsi per la causa. Le loro due storie dimostrano quanto sia spietata la legge che vige all’interno di un team nato per vincere. Obbligato a vincere. Sempre e comunque.

    Aldo Costa: “La Ferrari ha mancato di stile”

    Aldo Costa ha ragione quando parla di mancanza di stile. E quando aggiunge con intento vagamente polemico:“Ci sono cose che non solo io, ma l’intero mondo della F1 sa che non corrispondono al vero”.. Intervistato da Autosprint, ha descritto il rapporto con Ross Brawn diverso rispetto a quello con i vertici della Ferrari:“ciò rende le cose più facili”, ha aggiunto. Parlando del caso dell’ex direttore sportivo, dobbiamo fare delle precisazioni. Se la macchina dello scorso anno era lontanissima dalla Red Bull, la responsabilità è sua. Occhio a non confondere il concetto di responsabilità con quello di colpa. Ci stava tutto che la Ferrari se ne liberasse dopo tre annate con pochissime soddisfazioni. Come ha raccontato Stefano Domenicali:“C’era bisogno di aria nuova, di nuove idee”. Quello che a Costa giustamente brucia, è stato il trattamento subito: lo hanno descritto come l’unico colpevole ed hanno raccontato che i miglioramenti della monoposto che nel 2011 consentirono ad Alonso di ottenere la vittoria estiva in quel di Silverstone erano frutto del lavoro dei suoi successori.

    Tutto falso. A questo fa riferimento l’uomo Mercedes.

    Massa servo di Alonso

    Perché parliamo di Aldo Costa oggi? Perché il suo caso, assieme a quello di Massa, rappresentano bene quanto sia difficile vivere nel team più importante della Formula 1. L’italiano ha pagato dazio. Ha vinto ed esultato fino al 2007. Ha conosciuto l’umiliazione dell’allontanamento nel 2011. Stessa sorte potrebbe capitare a Felipe Massa. La Ferrari non è intenzionata ad avere ancora per molto un occhio di riguardo nei confronti del suo pilota. Anzi, secondo la stampa brasiliana, lo starebbe già pesantemente penalizzando pur di tornare in fretta al vertice. Ferrari cattiva con Costa ieri. Cattiva con Massa oggi. Ecco cosa scrive il giornalista di San Paolo Livio Oricchio:“Da tempo, Massa è diventato un test driver: i test privati sono vietati e lui nelle due gare corse finora ha sperimentato nuove componenti”. Questo trattamento vile, sempre secondo l’editorialista della testata O Estado de S.Paulo, starebbe rovinando l’immagine di Massa agli occhi dell’opinione pubblica mondiale. Il titolo di questo paragrafo è Massa servo di Alonso: ne avevamo già parlato anche noi in questo articolo. Che ci sia del vero? La pressione esterna, leggasi richieste della stampa soprattutto italiana di far arrivare Perez al più presto, in contrasto con la strenua difesa fatta da Stefano Domenicali al suo secondo pilota non smentisce l’eventualità.

    Addosso alla Mercedes

    Ferrari “cattiva” contro tutto e tutti pur di rispettare la propria mission: vincere. Citiamo, quindi. un ultimo episodio per dimostrare che, quantomeno, la scuderia italiana non è intenzionata a fare regali. In merito al cosiddetto F-Duct passivo della Mercedes, il team di Maranello si è unito a Red Bull e Lotus nell’insistere sulla non legalità della soluzione. La protesta verte sull’idea che non è consentito dal regolamento attivare un sistema parallelo al DRS utilizzando il bottone destinato a quest’ultimo. Il delegato tecnico della FIA ha ribadito che, dal suo punto di vista, è tutto ok. Ma ha aggiunto citando lo storico caso del mass damper del 2006:“Anche allora pensavamo che fosse regolare ma quando i team ci hanno spiegato con tante argomentazioni il suo reale funzionamento abbiamo capito che non si poteva più chiudere un occhio”.

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