Ferrari, chi è Luca Cordero di Montezemolo: biografia

La carriera di Luca Cordero di Montezemolo, dalle corse nei rally fino all'America's Cup con Azzurra

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    Chi è Luca Cordero di Montezemolo? La presidenza della Ferrari, lasciata dopo quasi 23 anni al timone, è solo una delle innumerevoli cariche ed esperienze professionali che l’avvocato bolognese può vantare nel suo curriculum. Seduto nei centri di potere nevralgici del capitalismo italiano, ha anche una carriera sportiva alle spalle, con diverse apparizioni nei rally e in pista.

    Figlio di Massimo Cordero di Montezemolo e Clotilde Neri, si laurea in giurisprudenza nel 1971 a Roma, per poi proseguire gli studi a New York. Inizia la carriera forense, ma è già rapito dal mondo dei motori. Nel 1969 corre sporadicamente in pista, anche al Nurburgring, per poi cimentarsi nei rally con Pino Ceccato e Cristiano Rattazzi, su Fiat 124 S e Fiat 125 S.

    Cesare Fiorio lo chiamerà in Lancia, con la quale correrà quattro rally da ufficiale insieme a Daniele Audetto: Rally Italia, Elba, Medio Adriatico e 999 minuti, nel 1971.

    La Ferrari sarà casa sua a partire dal 1973, quando viene chiamato da Enzo Ferrari – del quale sarà assistente – a gestire la squadra corse. Tre mondiali Costruttori (’75, ’76, ’77) e due Piloti con Lauda (’75, ’77). Lascia la Rossa per diventare responsabile delle relazioni esterne Fiat, tra il 1977 e il 1981, esperienza alla quale seguira il ruolo di amministratore delegato di una holding di controllo del quotidiano La Stampa. A metà anni Ottanta diventa Ad di Cinzano (’84-’86) ed è tra i fautori dell’esperienza in America’s Cup con Azzurra. Si avvicinano i mondiali di Italia ’90, così ecco arrivare un’altra poltrona prestigiosa per Luca di Montezemolo: direttore generale del comitato organizzatore, siamo negli anni tra il 1986 e il 1990; conclusi i mondiali di calcio, per lui c’è la vicepresidenza esecutiva della Juventus.

    | LA SFIDA CON SERGIO MARCHIONNE PER IL TIMONE FERRARI |

    Si chiude momentaneamente la parentesi calcistica, perché la Ferrari chiama. Tornerà nel mondo del pallone come presidente onorario del Bologna, a metà anni Duemila.

    E’ il 1991 e la Rossa è ridotta ai minimi termini, sportivi e commerciali. Di vittorie, nemmeno l’ombra. Il capolavoro di Montezemolo inizia qui. Ristruttura la casa di Maranello dalle fondamenta, scommette su un ex navigatore di rally, Jean Todt, al quale affida le redini della squadra corse. Ci vorranno 9 anni prima di coronare il successo nel mondiale piloti con Schumacher. Oltre a essere presidente, sarà amministratore delegato Ferrari fino al 2006. Una delle sue frasi celebri, ricordando i tempi bui sarà: «Quando sono arrivato in Ferrari facevamo in una stagione i punti che oggi facciamo in una gara»

    TUTTO SULL’ADDIO DI MONTEZEMOLO

    La vita privata racconta di quattro donne al suo fianco. Con la prima moglie, Sandra Monteleoni, avrà il primogenito Matteo. Matrimonio che verrà dichiarato nullo, Montezemolo si sposerà nuovamente nel 2000, con l’attuale moglie Ludovica Andreoni, dalla quale avrà tre figli: Guida, Maria e Lupo. Tra i due matrimoni, Barbara Parodi Delfino e Edwige Fenech saranno le sue storiche compagne.

    Attività professionali [Fonte Wikipedia]

    -Presidente della Ferrari S.p.A. (dal 1991 al 2014) di cui è stato anche Amministratore Delegato (fino a settembre 2006)

    -Presidente della FIAT S.p.A. (dal 2004 al 2010),

    -Presidente della Fiera Internazionale di Bologna

    -Presidente di Telethon dal 20 giugno 2009, anche se la nomina del Consiglio di Amministrazione è del 7 luglio successivo.

    -ex Presidente e cofondatore dell’associazione Italia Futura

    -Vicepresidente di Unicredit[10] (dall’Ottobre 2012). Di conseguenza il 24 ottobre 2012 lascia la presidenza della società di trasporto ferroviario NTV, che guidava sin dalla fondazione nel 2006.

    -ex Presidente di Confindustria (dal 25 maggio 2004 al 13 marzo 2008)

    -ex Presidente degli Industriali della Provincia di Modena

    -ex Presidente della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali)

    -ex Presidente della Luiss (dal 2003 al 2010)

    -ex Presidente di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori) dal 2006 al 2012

    -ex Presidente della Maserati (dal 1997 al 2005)

    -amministratore delegato della RCS Video

    -amministratore delegato della Cinzano International

    -amministratore delegato della Itedi

    -Consigliere di Amministrazione del quotidiano La Stampa,

    -Consigliere di Amministrazione del Gruppo francese PPR SA (Pinault/Printemps Redoute)

    -Consigliere di Amministrazione di Tod’s,

    -Consigliere di Amministrazione di Indesit Company,

    -Consigliere di Amministrazione di Campari

    -Consigliere di Amministrazione di TF1

    -Consigliere di Amministrazione di Unicredit Banca d’Impresa

    -Consigliere di Amministrazione di Poltrona Frau

    -Fa parte del Consiglio Direttivo e della Giunta dell’Assonime. È membro dell’International Advisory Board di Citi Inc.. Ha fondato Charme, fondo finanziario imprenditoriale, con cui nel 2003 ha acquisito Poltrona Frau SpA, azienda di arredamento di cui è anche consigliere di amministrazione, e, nel 2004, Ballantyne, marchio internazionale di cashmere, cui si sono poi aggiunti i marchi Cappellini, Thonet e Gufram.

    LE PRIME PAROLE DI MONTEZEMOLO DOPO L’ADDIO

    Altre esperienze imprenditoriali

    Dal 1993 al 2005 è vice presidente onorario del Bologna calcio. Tra il 1997 e il 2005 Luca Cordero di Montezemolo assume anche il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di Maserati S.p.A; per sei anni, fino al giugno 2002, è Presidente degli Industriali della Provincia di Modena e a maggio del 2004 viene nominato Presidente del Gruppo Fiat. Con Diego Della Valle dà vita al fondo finanziario imprenditoriale Charme, con il quale acquisisce Poltrona Frau e Cassina nel 2003 e Ballantyne nel 2004. Entra nel consiglio d’amministrazione di Tod’s e fino a luglio 2004 è Presidente della FIEG, la Federazione Italiana Editori Giornali. Nel maggio del 2004 l’Assemblea di Confindustria lo nomina Presidente. Guida per quattro anni, fino al 2008, l’associazione degli industriali. Il 21 febbraio 2011 ha rifiutato la presidenza del comitato per Roma olimpica.

    Fabiano Polimeni