Ferrari, Domenicali: Alonso ha superato i limiti con le critiche; Kubica non tornerà

In Ferrari si aprono le porte ai tifosi e Domenicali si confronta con le domande più scomode su Alonso e Massa

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    Alonso domenicali

    La Ferrari è passione, tifo cieco e proprio per questo quando è necessario vanno mosse le critiche più aspre e dure, se possono servire a smuovere l’ambiente. Al team ma anche ai piloti, poco importa che ti chiami Fernando Alonso. Già dopo Monza, da queste pagine avevamo lanciato tutti i dubbi sulle esternazioni pubbliche dello spagnolo circa la competitività dalla monoposto e le scelte strategiche del muretto. Adesso, il “confronto” sbarca sul sito ufficiale della rossa, con un incontro diretto con la pancia del tifo. Riccardo Verdelli e Gian Maria Lamberti sono due tifosi come tanti altri milioni sparsi per il globo e hanno posto le domande e gli interrogativi che in tanti ci poniamo. A rispondere, Stefano Domenicali, non senza alcuni punti di analisi estremamente interessanti.

    Il continuo lamentarsi per una F138 poco competitiva a cosa serve? E’ un dato di fatto e se non si è riusciti a svilupparla nella giusta direzione, i mal di pancia lasciati emergere con i media non aiutano certo a migliorare la situazione. Fino al punto più alto, dopo l’Ungheria. «Non mi piace che dopo un Gran Premio si facciano battute sulla Red Bull sbagliata che si rompe. E neppure che Alonso si lamenti dell’auto dopo ogni gara. Vorrei che gli tiraste di più le orecchie, mentre lei mi sembra quasi parteggiare per lui. Inoltre non è bello che l’anno scorso ad Austin abbiate sabotato il cambio di Massa per favorire Alonso. La Ferrari è un mito e certi scivoloni di stile li lascerei agli altri. Più sportività», attacca deciso Riccardo Verdelli.

    «Sei di fronte alla persona più sportiva del mondo. In tutte le gare, si veda o no, faccio i complimenti agli avversari. Ad Austin non abbiamo sabotato il cambio, ma sfruttato un articolo del regolamento che consentiva di rompere i sigilli. L’interesse della Ferrari viene prima di tutto: se avessimo perso il Mondiale per i punti che avremmo lasciato lì, la valutazione sarebbe stata diversa. A differenza di altri, noi diciamo apertamente le cose che facciamo. Le battutine sulla Red Bull? Erano un modo per smorzare la tensione e sdrammatizzare, si capiva dal tono. Alonso? Se devo dire qualcosa a lui, come ai miei ingegneri, lo faccio fra quattro mura, e anche in modo pesante. Ma all’esterno difenderò sempre la squadra. Quando si è andati sopra le righe, è intervenuto il presidente Montezemolo e in privato anch’io», risponde Domenicali.

    Tra i Misteri di Fatima delle ultime stagioni, poi, c’è la vicenda Massa. Liberarsene già da tempo doveva essere una scelta logica e conseguente alle prestazioni messe in mostra. Invece, si portato avanti un rapporto fallimentare dopo l’incidente in Ungheria. «Perché avete tenuto Massa fino adesso? Dopo l’incidente del 2009 per me non è più stato lo stesso e sono contento che torni Raikkonen», commenta Lamberti. «Le ragioni sono due. Da un punto di vista medico, non c’era nessuna prova che l’incidente avesse lasciato danni permanenti, come problemi alla vista o ai riflessi. E poi la signorilità: ci sembrava dare a un pilota sfortunato la possibilità di dimostrare che meritava di restare con noi. Se Felipe non ha ottenuto le prestazioni sperate, è stato principalmente per una certa ipersensibilità a una vettura troppo nervosa sul posteriore ma nel 2008 ha sfiorato il titolo e io lo considero un campione del mondo. Abbiamo preso Raikkonen perché vogliamo di più. Quando lo sostituimmo con Alonso non fu felice, perciò torna con una gran voglia di fare bene», la risposta di Domenicali.

    Il prossimo anno sarà la stagione chiave per capire probabilmente il valore di entrambi, Raikkonen e Alonso, messi fianco a fianco dopo che nelle ultime di fatto hanno brillato di luce propria senza avere un vero metro di paragone.

    Tra le curiosità, spazio anche a un retroscena su Robert Kubica, prossimo a laurearsi campione del mondo Wrc2 e calatosi in una realtà che può dargli belle soddisfazioni in futuro. Un futuro senza Formula 1? Purtroppo è quel che pronostica Domenicali, che parla anche di un interesse per ingaggiare il polacco prima dell’incidente: «Sì, lo stavamo seguendo. Purtroppo non credo che tornerà, perché con il suo problema fisico avrebbe difficoltà in certe situazioni limite che richiedono reattività. Peccato».

    Fonte intervista | Ferrari.com

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