Ferrari, Domenicali: “Decisive prime gare del 2013″. Intanto ritorna la spy-story?

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    A ben guardare, il titolo 2012 la Ferrari l’ha perso quando meno si attendeva un calo: nella seconda metà della stagione. Tutti i timori erano rivolti all’avvio, le prime gare in cui la F2012 avrebbe stentato a tenere il passo dei rivali. Invece, grazie alle fortunose coincidenze che hanno restituito 8 diversi vincitori in altrettante gare, il mondiale di Alonso è arrivato in Europa come nessuno avrebbe scommesso prima dell’Australia.

    Difficile che possano riproporsi le stesse condizioni anche quest’anno, per cui l’obiettivo primario fissato da Stefano Domenicali diventa uno solo: partire subito al top. Già il presidente Montezemolo, nel salutare la squadra a Maranello dopo il Gran Premio del Brasile 2012, aveva rilanciato la necessità di avere una macchina competitiva dal primo gran premio.

    Domenicali, da quanto riportato da Auto Motor und Sport, va oltre. «La prossima stagione si deciderà nelle prime gare. Le squadre lavoreranno per il 2013 per poi spostarsi sul 2014. Credo che questo passaggio avverrà a luglio, quindi servirà partire bene a inizio anno». A Maranello lo sviluppo procederà in parallelo, con due team ma il problema di una sola galleria del vento, quella della Toyota a Colonia. Inevitabilmente toccherà operare delle scelte a un certo punto della stagione, perché il salto ai motori V6 comporterà una pesante rivisitazione dell’aerodinamica al posteriore, con la necessità di valutare tutte le soluzioni possibili in galleria del vento.

    Quella galleria del vento chiusa a Maranello e che tanti problemi ha creato non solo nello sviluppo di metà stagione, ma anche nella fase iniziale di progettazione della F2012, quando a Jerez nei test pre-campionato si scoprirono dati diversi in pista. «Quel che ci è accaduto nei test di Jerez non si ripeterà quest’anno. Adesso siamo certi che la galleria del vento non ci darà sorprese», assicura Domenicali.

    Le sorprese, la Ferrari, dovrà crearle e non subirle, osando nell’interpretazione dei regolamenti, muovendosi sul filo del rasoio come da sempre fa Adrian Newey. E pazienza se si dovesse andare oltre e venir beccati con le mani nella marmellata. L’azzardo e il rischio ormai si sono spostati dalla pista al computer.

    A Maranello si torna a parlare di spy-story

    Quanto sia leggenda destinata a svanire e quanto ci sia di reale, sarà il tempo a dirlo. Certo è che leggere dalle colonne de “La Gazzetta dello Sport” di segnali radio spia intercettati da amatori sulle colline di Maranello dà lo spunto per fantasticare, riportando la mente alla spy-story targata 2007.

    Da ottobre si capterebbero segnali cifrati di una “number station”, dispositivo legato a vicende di spionaggio. Cosa stia trasmettendo e se realmente esista, restano domande avvolte nel mistero.

    Nello specifico, il dispositivo è in grado di trasmettere una sequenza di numeri senza lasciar traccia né del segnale né del destinatario. Ammesso che si tratti di un’operazione di spionaggio industriale, non è detto che sia rivolta necessariamente agli sviluppi delle monoposto di Formula 1. A voler sostenere le tesi “complottiste” si potrebbe pensare anche all’intercettazione delle comunicazioni del box-virtuale con la pista per decidere le strategie di gara. Altra possibilità, quella che si tratti di un dispositivo di criptaggio impiegato, perché no, proprio da Maranello per mascherare le proprie comunicazioni. Di materiale per scrivere un giallo ce ne sarebbero, altra cosa invece la realtà.