Ferrari Driver Academy, Arrivabene: “Non è vero che sarà chiusa”

Formula 1 2015: momento di riflessione per la Ferrari Driver Academy dopo la morte di Jules Bianchi. Arrivabene, però, conferma che il progetto di Baldisserri va avanti

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    Maurizio Arrivbene nega con vigore che la Ferrari abbia intenzione di chiudere la FDA. Ma la verità è che la Ferrari Driver Academy resta ancora un oggetto misterioso che necessita di un sussulto. O di una qualche svolta. Le ragioni sono tante. E cominciano e finiscono con la terribile tragedia di Jules Bianchi. Senza citare Sergio Perez, passato di lì quasi per caso, o gli altri giovani che hanno fatto delle comparsate per poi subire nette bocciature, dobbiamo pensare solo e soltanto al pilota francese che è stato il vero primo e unico prodotto del vivaio di casa Ferrari. Non sapremo mai il suo vero potenziale: buono, ottimo, grande pilota? O campione?

    E’ il Red Bull Junior team l’esempio da seguire?

    Era Jules Bianchi quello chiamato a dare un vero valore al progetto della Ferrari Driver Academy guidata da Luca Baldisserri. Senza di lui, si fatica a trovare un senso all’intero lavoro di un percorso iniziato nel 2009 e ancora incapace di tirar fuori un numero decente di talenti che possa essere paragonato, ad esempio, al Red Bull Junior Team. L’impressione, pensando ai vari Vettel, Ricciardo, Kvyat, Verstappen o Sainz, è che la scuola di Maranello non sia peggiore quanto a struttura ma, semmai, pecchi nell’andare a trovare il migliore talento in erba da coltivare. Insomma, se proprio una critica va fatta, non andrebbero messe in discussione le metodologie di lavoro quanto la capacità dei talent scout.

    Arrivabene: “Non si chiude l’Accademia”

    Attualmente fanno parte della FDA Raffale Marciello (pilota GP2 e riserva Sauber), Antonio Fuoco (pilota GP3), Lance Stroll (Formula 3 europea) e il cinese Guan Yu Zhou (F4 italiana). “A fine anno decideremo chi può restare e chi deve partire - ha dichiarato Maurizio Arrivabene ad Autosport – le voci che danno l’Accademia in chiusura sono tutte str…ate”. Come fanno notare dalla testata britannica, la Ferrari è uno dei team che ha una lineup di pilota più anziana. E per la scuderia del Cavallino Rampante non si tratta di un’eccezione in quanto, guardando agli ultimi vent’anni, solo nel caso di Felipe Massa che ha debuttato in Rosso a a 24 nel 2006, c’è stato un pilota che aveva meno di 27 anni compiuti.

    FDA: troppo pochi i piloti al suo interno?

    Visto il blasone della scuderia, ci può anche stare che la politica sia quella di puntare su campioni affermati. Tuttavia non sarebbe male avere un programma capace di scovare i talenti emergenti per poi farli crescere secondo le proprie aspettative sfruttando sinergie con altre scuderie minori come è accaduto con Jules Bianchi alla Marussia. Ma non con altri nomi che sono stati abbandonati in fretta lungo il cammino. Non discutiamo la scelta di troncare in fretta alcune collaborazioni che riteniamo legittima. Pensiamo, però, che se praticamente nessuno è arrivato sul palcoscenico più importante, significa che la selezione a monte non è impeccabile. La Red Bull ha risolto questo problema mettendo sotto contratto un gran numero di giovani e scremando senza pietà. Alla fine ce n’è sempre qualcuno che emerge. In Ferrari, tenendo il gruppo molto ristretto, invece, sembra sempre che la FDA sia sul punto di chiudere baracca e burattini.