Ferrari Driver Academy: una scuola che funziona

Formula 1: la Ferrari Driver Academy è una scuola che piace a Jules Bianchi

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    Non pochi hanno criticato la Ferrari Driver Academy. Il progetto che doveva portare giovani piloti, possibilmente italiani, verso il sogno della Formula 1, ha visto in meno di un anno ridursi a zero il loro numero dopo il licenziamento di Bortolotti e Zampieri. Adesso restano in gioco un giovanissimo che corre ancora sui kart, Lance Stroll, a Brandon Maisano oltre al debuttante in F1 Sergio Perez ed al francese su cui poggiano le più grosse speranze Jules Bianchi. Proprio lui, promosso a collaudatore Ferrari F1, parla dell’esperienza con toni entusiastici.

    FERRARI DRIVER ACADEMY. Ha disputato la sua prima stagione in GP2 denotando un buon potenziale. Nel 2011 si presenta di nuovo ai nastri di partenza della categoria cadetta con l’obiettivo di vincere il titolo. Certo, non è un Hamilton che arriva al primo anno e vince sbaragliando la concorrenza. E dire che i competitor di Bianchi non erano dei fulmini di guerra… Jules Bianchi, pilota griffato Todt dalla testa ai piedi, comunque, piace alla Ferrari tant’è che il progetto Ferrari Driver Academy è nato con lui e vede lui ancora come punta di diamante dopo il licenziamento di Zampieri e Bortolotti (quest’ultimo a tal proposito ha manifestato molta delusione nei confronti della Ferrari) e l’ingaggio di altri piloti di contorno come il giovanissimo Stroll, il francese Maisano e il messicano Perez. “Grazie al Driver Academy mi sento molto cambiato rispetto ad un anno fa, è stata un’esperienza importante che mi ha fatto crescere ed affinare le mie capacità. Lavorare fianco a fianco con professionisti qualificati, all’interno di una grande azienda dotata di grande umanità è molto formativo. L’allenamento fisico e mentale mi ha permesso di affrontare al meglio la stagione ma credo che i frutti si vedranno nel campionato 2011”, ha detto Bianchi.

    SERGIO PEREZ. E’ strano l’ingresso di Sergio Perez nella Ferrari Driver Academy. Il messicano non è uno che ha bisogno di altri appoggi per coronare il sogno della Formula 1. Tant’è che grazie allo sponsor messicano Telmex ha trovato un bell’ingaggio con la Sauber. Che sia un pretesto per avere un altro uomo immagine del Cavallino per il mercato americano? E’ possibile. Intanto il giovane pilota che proprio un fermo non pare dichiara di sentirsi molto fortunato per come la sua carriera si è incancalata:“Sono stato contattato da alcuni team di F1 quando mi trovavo quarto o quinto in classifica e Carlos Slim (boss Telmex e supporter del pilota, ndr) fu molto chiaro con me: mi disse che se non fossi diventato campione del mondo, trovare un posto in F1 sarebbe stato a dir poco complicato – ha detto - La F1 è un grande mercato di soldi e abbiamo notato come ci fosse grande interesse verso l’economia messicana e di sicuro ciò non mi ha penalizzato. Ho dimostrato di essere un buon pilota, di meritarmi questo posto e di non dovere niente a nessuno”.