Ferrari: ecco il perché della svolta?

Alzi la mano chi non si è chiesto almeno una volta come ha fatto la Ferrari a diventare il team da battere in così poco tempo

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    Michael Schumacer vittorioso

    Alzi la mano chi non si è chiesto almeno una volta come ha fatto la Ferrari a superare la Renault e a diventare il team da battere in così poco tempo.

    La chiave di volta pare avere un nome ed un cognome. E poco dubbi ci sono al riguardo…

    Se molte delle sconfitte del passato erano da addebitare alle coperture, infatti, anche buona parte dei meriti delle vittorie recenti va assegnata alle gomme.

    Detto questo, “As” fa il nome di Gerald Brussoz.

    Ex tecnico Michelin, passato alla concorrenza, avrebbe permesso alle Bridgestone di trovare il bandolo della matassa nella complicata lotta tra gommisti.

    In particolare, l’ingegnere avrebbe dato un contributo decisivo al team di Maranello nel far lavorare al meglio vettura e pneumatici.

    Niente di nuovo da ciò che in passato Brussoz aveva fatto proprio con Renault e McLaren, a favore delle Michelin e che aveva portato le due scuderie a ridisegnare e ridefinire retrotreno e sospensioni proprio in funzione delle coperture francesi.

    A mettere in moto quella che viene definita classicamente come “fuga di cervelli” è stato Jean Todt in persona. E come non credere che il decisivo passo in avanti fatto dalla Ferrari non sia merito anche – e soprattutto – di questo strategico personaggio?