Ferrari F1: c’è un programma per giovani piloti?

la ferrari ha fissato una giornata di test sul circuito di fiorano per i giovani piloti italiani che sono arrivati ai primi posti nella classifica del campionato di formula 3

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    Citiamo solo i casi più eclatanti: la Renault ha fatto scuola con Fernando Alonso; per la Red Bull – intenta a coccolarsi Sebastian Vettel – è un must; la McLaren ha tirato fuori dal cilindro un certo Lewis Hamilton. Anche Toyota, Honda, BMW ed in parte Williams sono ben messe. All’appello sul fronte del programma giovani piloti da inserire in Formula 1 manca solo la Ferrari che sembra intenzionata a non perdere altro terreno.

    TALENTI, RISORSE DEL FUTURO. Con auto sempre più simili tra loro e con meno aiuti elettronici che le fanno muovere da sole, il ruolo del pilota acquisterà sempre più valore nel futuro prossimo della Formula 1. Abbiamo citato i nomi più grossi. Ma non vanno dimenticati i vari Kovalainen, Piquet, di Grassi che sono usciti dal vivaio Renault così come i Klien, Liuzzi per la Red Bull o i Kobayashi, Nakajima della Toyota. Certo: non tutte le ciambelle riescono col buco e non tutti sono dei veri talenti. Ma avere un programma giovani è l’unico modo per non dover spendere cifre folli nel tentativo di accaparrarsi lo Schumacher del futuro. Proprio l’accomodarsi su un talento come quello del tedesco, infatti, sembra aver bloccato la Ferrari sul fronte del vivaio. La strategia del Cavallino, infatti, è stata diversa. A Maranello hanno sempre preferito puntare su un pilota di grandissimo talento da pagare a peso d’oro e su una seconda guida con meno velleità ma di sicura esperienza. A rompere la tradizione è stato, in un certo senso, Felipe Massa. Ma il brasiliano non nasce da un vero e proprio programma giovani e sembra più il frutto di un’azione estemporanea della famiglia Todt.

    VIVAIO NECESSARIO. Sottolineata l’importanza di un vivaio dal quale attingere, c’è da capire il perché nella F1 moderna nasca forte questa esigenza. Il motivo è semplice. Fino a pochi anni fa, all’incirca fino alla scomparsa della Minardi, vi erano ancora nel Circus dei team di seconda fascia che consentivano a giovani piloti di mettersi in mostra per esser poi chiamati da grandi squadre. Oramai, invece, in Formula 1 ci sono solo grandi squadre e il teatro per farsi notare è diventato la GP2. E’ normale, quindi, che un pilota sospinto da una grande scuderia di F1 come sono stati i vari Hamilton, Kovalainen, Piquet, lo sfortunato Luca Filippi, etc. etc. possa trovare la miglior sistemazione possibile nella serie destinata a fargli fare il salto di qualità. Viceversa, senza appoggi il talento fatica molto di più ad emergere. E talvolta si perde. Vedi il caso Pantano.

    TEST CON LA F2008. Conscia di tutto quanto appena descritto, la Ferrari sembra voler cambiare rotta. Aiutata da un regolamento che invita i team di F1 a far girare sulle loro macchine piloti senza esperienza nella massima categoria, ha indetto per il 26 novembre sul circuito di Fiorano una prima giornata di test con la vettura che verosimilmente vincerà il titolo costruttori, la F2008. Al volante del missile rosso ci saranno i primi 3 classificati nel Campionato Italiano di Formula 3. I nomi dei fortunati sono quelli di Mirko Bortolotti, Edoardo Piscopo e Salvatore Cicatelli. Montezemolo ha dichiarato:“Spero che questa iniziativa possa rappresentare uno stimolo ed un impulso alla crescita di giovani piloti nel nostro Paese”. Gino Macaluso, Presidente della ACI-CSAI ha aggiunto:“Ringraziamo la Ferrari per questa opportunità. Questi ragazzi non solo coroneranno un sogno ma potranno confrontarsi con una realtà professionale che rappresenta la quintessenza della competizione automobilistica a livello mondiale.”

    Foto: google