Ferrari F1: perde la Rossa, vince la bianca

Ferrari esce con le ossa rotte dal Gran PRemio d'Australia di F1

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    Mentre Rubens Barrichello si gasa nel definire la Brawn GP una Ferrari “bianca”, dal Gran Premio d’Australia esce un risultato che smentisce quanto visto negli ultimi 11 anni, vale a dire nel lungo periodo in cui McLaren, Ferrari e Renault si sono spartite onori e vittorie.

    FERRARI. La situazione del Cavallino è la più complessa e quella sulla quale ci soffermeremo con più attenzione. A differenza di McLaren e Renault che non sono mai andate forti né nei test, né nelle prove libere, la Rossa di Maranello ha dato l’impressione che, pur se per il rotto della cuffia, possa ancora dire la sua nel duello con BMW Sauber, Williams, Toyota e Red Bull. In gara, però, complice la strategia sbagliata, i problemi di affidabilità e l’errore di guida di Kimi Raikkonen, i giochi si sono conclusi con un bello Zero in classifica. Ed in pagella. Aggrapparsi al semplice utilizzo di diffusori non in linea con lo spirito del regolamento è del tutto riduttivo e gli uomini Ferrari lo hanno capito molto bene. Meglio, semmai, pensare alla cabala e ricordarsi come un anno fa nel passaggio da Melbourne a Sepang si vide tutta un’altra gara. In questo inizio di 2009 dominato dalla Brawn GP sarà impossibile agguantare il gradino più alto del podio ma essere i “primi” degli altri è obbligatorio per non catalogare da subito il progetto F60 ed il lavoro svolto durante l’inverno come fallimentare.

    DOMENICALI. Il team principal del team italiano ammette tutte le difficoltà ed individua nelle gomme il punto debole della F60. Gomme che hanno anche vanificato la strategia studiata dal muretto. “E’ un bene – spiega Domenicali ripetendo gli stessi concetti di un anno fa – che ci sia immediatamente una gara da disputare, la prossima settimana in Malesia. Avremo l?opportunità di reagire, a patto di esaminare bene la realtà, con grande serenità ma, al tempo stesso, con decisione. Certamente – conclude il numero 1 Ferrari – siamo consapevoli che, a parte un team oggi fuori portata, ci sono anche altri avversari tanto forti quanto numerosi.?

    MASSA E RAIKKONEN. Felipe Massa alza bandiera bianca per un problema al mozzo della ruota anteriore. Fino alla seconda sosta, strategicamente fallimentare, aveva dimostrato di esserci e poter ambire ad un buon piazzamento. Ma nulla più:“La partenza è stata ottima ma, dopo cinque o sei giri, sono andato in crisi con le gomme morbide, tanto ho dovuto anticipare la prima sosta. Quindi siamo passati ad una strategia molto aggressiva, una scelta che, a posteriori, si è dimostrata errata anche perché poco dopo il pit-stop è entrata in pista la safety-car. Mi sono ritrovato terzo ma avevo, dopo la ripartenza, meno di dieci giri per cercare di guadagnare terreno su chi mi era alle spalle ma aveva più benzina. Secondo me, a parte le Brawn GP, siamo competitivi ma dobbiamo lavorare in maniera perfetta per essere davanti”.. Se a Massa si possono attribuire ben poche colpe, diverso è il caso di Kimi Raikkonen che commette uno sbaglio probabilmente decisivo:“Quando sono finito contro il muro è stato un mio errore. Peccato perché, alla luce di quanto è accaduto dopo, avrei potuto finire al secondo posto”.

    RENAULT E MCLAREN. “I punti conquistati da Fernando non sono una grande consolazione per quello che e’ stato un weekend deludente per noi. Non siamo stati abbastanza competitivi e la nostra qualifica ci ha penalizzati per la gara” parla Briatore. Gli fa eco Alonso:“Il risultato ottenuto è stato il massimo possibile e, in termini di risultati, dobbiamo essere felici in confronto con i nostri rivali. Il kers mi ha deluso perché non ho notato una grande differenza. Il nostro punto debole sono gli pneumatici”. Paradossalmente, i volti degli uomini di Renault e McLaren sono più tesi di quelli in casa Ferrari. Il podio di Lewis Hamilton ed il quinto posto di Fernando Alonso non consolano affatto poiché venuti in modo alquanto fortunoso. Basti dire che senza l’incidente tra Vettel e Kubica e la penalità di Trulli, lo spagnolo sarebbe a malapena entrato in zona punti. Analogamente, Hamilton ha trasformato un decimo posto sulla carta in un podio grazie ad un bel patatrac alla prima curva e ad un’affidabilità non perfetta delle Ferrari. Emblematico il suo commento a fine gara:“Speravo di raccogliere un punto, ottenerne sei e’ stato un grande risultato. Considerando il pacchetto che avevamo, ho corso una delle mie migliori gare e sono molto soddisfatto” Come dargli torto?