Ferrari F10: orgoglio italiano

La presentazione della nuova F10 della scuderia di Maranello è stata di quelle che non si dimenticano

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    La presentazione della nuova F10 è stata degna di un colossal hollywoodiano, come se la protagonista fosse una star indiscussa con in tasca già il titolo iridato. Un trionfo del Made in Italy, accompagnato dalle note di Gianna Nannini e di Francesco De Gregori a fare da intro all’ultima arrivata nella scuderia di Maranello. Il filmato che ha tenuto a battesimo la nuova “creatura” è stato un’esaltazione della capacità dei tecnici della casa del cavallino di trasformare in oro quello che toccano, di concretizzare i sogni di una squadra e di tutti i suoi fedeli tifosi.

    FERRARI La Ferrari è prima di tutto un mito, un pezzo della storia italiana e come tale parla italiano, oggi ancora più di ieri. L’eccitazione e l’entusiasmo di coloro che hanno lavorato duramente in questi mesi è palpabile nelle parole di tecnici, manager e piloti, desiderosi di ritornare sulla cresta dell’onda e di lasciarsi alle spalle i cattivi pensieri di una stagione 2009 da dimenticare. Ci saranno il nuovo progettista Nicholas Tombazis, di origine greca, che parla perfettamente italiano e ci farà dimenticare l’accento british di Ross Brawn. Ci sarà Alonso, che oltre a non avere problemi con la nostra lingua, anche se non pronunciasse parola sarebbe sicuramente più eloquente dei silenzi ai quali eravamo abituati con il glaciale Raikkonen, e infine il nuovo capo motorista Marmorini, toscano doc che ha preso il posto del francese Simon.

    F10 Montezemolo è fiducioso della determinazione ritrovata che unisce i suoi uomini e confida nell’impegno messo per costruire la vettura e nel fatto che nel corso della stagione ci si concentrerà su un lavoro di sviluppo costante. Quest’ultima affermazione lascia un po’ dubbiosi, in quanto è saltato all’occhio che la monoposto è la sola priva dei famigerati pennoni tra il cofano motore e l’alettone. Inoltre la lunghezza della vettura potrebbe rivelarsi una scelta non troppo azzeccata (anche se la McLaren è in verità ancora più lunga)…

    Sarebbe comunque inutile fare già dei pronostici sulla reale competitività delle vetture; mancano ancora tre sessioni di test in cui tutto può succedere e poi bisognerà attendere di vedere come si comporteranno in gara.

    Sicuramente la voglia di riscatto e la passione innata che lega tutti coloro che si dedicano a questo progetto può essere già un ottimo punto di partenza…speriamo che i sogni diventino al più presto realtà.