Ferrari F10: test insoddisfacente

Prima giornata di test non soddisfacente per la Ferrari nella terza settimana di prove sul circuito di Jerez

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    Non è iniziata al meglio la terza settimana di test per la Ferrari F10. Oltre alle condizioni non entusiasmanti del tracciato, alla tante interruzioni con bandiera rossa per vetture ferme in pista e ad un meteo schizofrenico che ha alternato acquazzoni a momenti di calma, Felipe Massa è rimasto a piedi per la seconda volta e non ha potuto lavorare a fondo per completare il programma previsto. Per lui solo 72 giri. Molti meno di quelli a cui ci aveva abituato. Red Bull e McLaren, intanto fanno progressi e si ritagliano un ruolo di primo piano per la stagione 2010.

    TEST F1. 72 giri difficili per la Ferrari F10 nella prima giornata della terza settimana di test. Molte bandiere rosse hanno rallentato i lavori. Tra queste, una è stata causata proprio dalla Rossa di Maranello. Inoltre, l’alternanza di scrosci di pioggia e sprazzi di sereno, non ha mai dato ai team una condizione costante della pista, fondamentale per fare prove comparative. E le cose non stanno andando meglio oggi dove, come ampiamente previsto, piove a dirotto e continuerà a farlo almeno fino a metà giornata.

    FERRARI F10. Dal box del Cavallino minimizzano il problema tecnico riscontrato sulla Ferrari F10. Analogamente all’intoppo precedente, si parla di normale amministrazione per una monoposto ancora acerba con pochi chilometri sulle spalle. Quello che preoccupa i tecnici della Rossa sono le condizioni meteo che non hanno consentito di portare a termine i lavori. I relativamente pochi giri percorsi, poi, vanno giustificati con alcune modifiche apportate dai meccanici alla F10 per poter confrontare il comportamento della macchina con diversi tipi di assetto. Ricordiamo che, dopo aver introdotto novità meccaniche la settimana scorsa, la Ferrari 2010 ha fatto debuttare ieri a Jerez un nuovo step aerodinamico.

    FELIPE MASSA. “Non è stata la miglior giornata di questi test”, ha ammesso Felipe Massa. Il brasiliano ha ribadito che la mutevolezza delle condizioni dell’asfalto, rapido ad asciugarsi ma altrettanto veloce nel tornare umido a causa dell’insistenza delle precipitazioni, ha impedito di lavorare con costanza. “Abbiamo dovuto adattarci a questa situazione, cercando di fare il possibile”, ha aggiunto.