Ferrari F2008: Tombazis spiega il buco

In una intervista rilasciata alla gazzetta dello sport, il capo progettista della Ferrari F2008 spiega il funzionamento del nuovo buco sul musetto della vettura di MAranello

da , il

    Ferrari F2008: Tombazis spiega il buco

    Interessante intervista della Gazzetta dello Sport a Nicolas Tombazis. Il capo progettista della Ferrari, tra i migliori conoscitori dei segreti della F2008, spiega il funzionamento dell’ultima invenzione presentata nei test di Barcellona, il chiaccheratissimo tunnel/fessura/buco posto sul musetto.

    CAMBIAMENTI AERODINAMICI. Non è stata pura follia o un vero e proprio colpo di genio quello di inventarsi questa soluzione. Tombazis spiega che è frutto di un’attenta analisi delle problematiche che dovranno essere affrontate dal 2009, quando ci saranno numerose limitazioni aerodinamiche: “I cambiamenti regolamentari riguardanti l?aerodinamica che entreranno in vigore a partire dalla prossima stagione sono i più profondi degli ultimi vent?anni. Forse di più. Li paragonerei a quelli che vennero adottati nel 1983 quando si introdusse per la prima volta il concetto di fondo piatto”.

    NO RIVOLUZIONE, SI’ EVOLUZIONE. ll tecnico di orgini greche ci tiene a precisare che questa novità era ampiamente prevista nei programmi di sviluppo e, pertanto, è da intendersi come un semplice miglioramento che, per quanto sensibile, non porta con sé nulla di sconvolgente negli equilibri del campionato:“Non è qualcosa di rivoluzionario che ci farà andare due secondi più veloci. Ma più semplicemente è uno sviluppo aerodinamico come ce ne sono altri magari meno evidenti ma forse addirittura più importanti. Era un?idea alla quale lavoravamo da tempo ma non era uno dei punti fondamentali del progetto della F2008 come si è portati a credere, tanto è vero che la vettura ha corso, e bene, anche senza”.

    COME FUNZIONA. “Permette di controllare meglio i flussi d?aria sull?ala anteriore con benefici su altri componenti che si trovano dietro, come i diffusori e l?ala posteriore. Il pilota percepisce un aumento del carico aerodinamico, per cui può andare più forte in curva. Ma questo è frutto anche di altre cose che abbiamo introdotto nei test di Montmelò e che non si notano”.

    COME NON FUNZIONA. Il capo progettista del Cavallino è schietto nell’ammettere che la soluzione non rappresenta nulla di miracoloso. Pertanto, smentisce le voci che descrivevano il tunnel come l’arma in più capace, ad esempio, di far sfruttare la scia di chi precede e agevolare i sorpassi:“Non credo che avrà questi effetti. In galleria del vento non si fanno simulazioni di questo tipo e simili effetti semmai si imparano sui campi di gara”.