Ferrari fa 800 Gran Premi: è festa!

Formula 1: foto e commenti del team Ferrari ai festeggiamenti degli 800 Gran Premi di F1

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    E’ festa per gli 800 Gran Premi della Scuderia Ferrari di Formula 1. Da Maranello inaugurano un nuovo sito ufficiale interamente dedicato al team capitanato da Stefano Domenicali mentre sul circuito di Istanbul vengono presentate le monoposto dalla livrea celebrativa e si raccolgono le testimonianze dei campioni di ieri e di oggi. Parla Schumacher:“Alla Ferrari ho capito cosa vuol dire il mito”. Lauda aggiunge:“Enzo Ferrari e Luca di Montezemolo, sono due uomini straordinari”. Persino Raikkonen si scioglie:“Tre anni insieme che rimarranno indimenticabili”.

    FERRARI 800 GP. La Ferrari fa 800! Quella di Maranello è l’unica scuderia ad aver preso parte a tutte le stagioni della F1 e mantiene ad oggi tutti i primati in termini di successi: 15 titoli piloti, 16 costruttori, 211 vittorie, 632 volte sul podio, 203 pole position, e 221 giri veloci. “Ottocento Gran Premi in Formula 1 rappresentano una pietra miliare nella vita della Ferrari, che ci riempie di soddisfazione e orgoglio - ha riferito il Presidente della Ferrari Luca di MontezemoloOggi vogliamo condividere con tutti i piloti che hanno guidato una nostra monoposto nel Campionato del Mondo e con i nostri tifosi la gioia per il raggiungimento di questo straordinario traguardo. E’ bello poter guardare alle nostre spalle e vedere quello che abbiamo fatto insieme, avendo la consapevolezza di essere parte di una storia che continua e che non ha eguali.”

    NIKI LAUDA. “La mia carriera in pista è legata indissolubilmente alla Rossa e a due uomini, Enzo Ferrari e Luca di Montezemolo. Correre per il Fondatore è stata un’esperienza unica perché lui era un uomo incredibile, dal carisma straordinario – parla Niki LaudaQuando ci trovammo in Ferrari Luca ed io eravamo praticamente coetanei così fu naturale diventare amici. Nessuno meglio di lui poteva raccogliere l’eredità di Enzo”, ha aggiunto il campione austriaco. “Una delle gare che ricordo più intensamente è il Gran Premio d’Italia del 1975 – il 3 volte iridato si lascia andare ad un racconto – A vincerla fu Clay Regazzoni e io arrivai terzo ma quel piazzamento mi permise di diventare campione del mondo per la prima volta. Conquistare il titolo a Monza, davanti ad un oceano di tifosi impazziti di gioia fu un’emozione indescrivibile, un qualcosa che mi rimarrà dentro per tutta la vita”.

    MICHAEL SCHUMACHER. Non poteva mancare la testimonianza del pilota più vincente della storia Ferrari. Avrò sempre una parte di Ferrari insieme a me. La Scuderia ha un modo di essere speciale, parla di sé come una famigliaSchumacher spiega di essere rimasto affascinato dal blasone di questo marchio italiano – Concetti che non avevo mai preso in considerazione prima di arrivare a Maranello lì hanno preso vita per me: mito, culto, storia. Non sono certamente uno che usa un linguaggio lirico ma questa passione la capisco piuttosto bene: la mia è correre e in questo la Ferrari ed io siamo praticamente uguali”.

    KIMI RAIKKONEN. E’ ancora lui l’ultimo campione del mondo della Ferrari. Pur se scaricato dalla Rossa, Kimi Raikkonen spende belle parole per Maranello. “Non dimenticherò mai i tre anni trascorsi alla Ferrari. Correndo con una monoposto di Maranello sono riuscito a coronare il mio sogno di pilota, cioè vincere il titolo di campione del mondo di Formula 1 ma non è soltanto per i risultati che questa esperienza rimarrà sempre nella mia memoria. E’ stato un periodo molto intenso, fatto di gioie indescrivibili e di momenti difficili: siamo sempre rimasti uniti, come deve essere una squadra vera”. Il campione del mondo 2007 ha raccolto 9 successi con la Rossa, quasi tutto speciali:“Il primo a Melbourne nel 2007, cominciare in quel modo la mia avventura con la Rossa era il massimo. L’ultimo, a Spa lo scorso anno, perché vincere in quelle condizioni, con una macchina inferiore alla concorrenza, ha dato tanto morale ad una squadra che attraversava un momento particolarmente complicato. Poi c’è la vittoria di San Paolo, quella che ci ha dato il titolo iridato e non c’è bisogno di altre parole per spiegare perché quella gara è speciale per me”. E sull’addio, fa zero polemica:“Ho un carattere e un modo di esprimere i miei sentimenti diversi da quelli degli italiani. Anche se le nostre strade alla fine si sono divise, porterò sempre con me dei bellissimi ricordi”.