Ferrari: il simulatore F1 è carta vincente

La Ferrari racconta nel dettaglio il proprio avveniristico simulatore spiegando che, grazie a questo strumento, sarà possibile portare in pista dei dati già ben indirizzati

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    Con i test in pista praticamente ridotti al lumicino e assolutamente vietati nel corso della stagione agonistica, i team si devono ingegnare in altro modo. Nasce da questa particolare condizione il ricorso ai simulatori di guida, già sperimentati con successo dal centro tecnologico della McLaren di Woking, tanto per citare uno dei casi di maggior successo. Al termine di un progetto durato due anni, alla Ferrari mostrano con orgoglio la loro nuova creatura, capace di ridefinire gli standard in questo settore e vera arma in più, assicurano da Maranello, per tornare sul tetto del mondo.

    IL PROGETTO. Il simulatore Ferrari altro non è che un abitacolo di una monoposto circondato da schermi che riportano cosa vedrebbe il pilota se fosse veramente in un determinato circuito. Tutto corrisponde alla realtà: volante, pedaliera, specchietti retrovisori. Grazie all’utilizzo di attuatori controllati elettronicamente questo abitacolo reale immerso in un mondo virtuale si muove in modo tale che, sfruttando l’effetto della gravità, il pilota abbia le stesse sensazioni della guida reale.

    REALISMO. Il pilota si trova in pista. Una pista virtuale che, però, riporta esattamente ciò che esiste nel vero circuito situato, magari, dall’altra parte del mondo. La ricostruzione è in 3D e comprende tutto. Dalle sconnessioni del manto stradale, alle caratteristiche dei cordoli, fino agli oggetti sullo sfondo che sono riprodotti fedelmente per accrescere la sensazione di realismo. Particolarmente interessante è la possibilità di modificare le condizioni di luce, temperatura, vento per studiare quale potrebbe essere la risposta della vettura.

    SIMULAZIONE. Ovviamente un simulatore non potrà mai sostituire la reale esperienza della pista. Ancor di più se dentro ci mettiamo un pilota professionista che può vantare una sensibilità fuori dal comune ed è rapidamente in grado di trovare tutte le inesattezze del programma di calcolo. Tuttavia, una volta fatta la giusta esperienza, è possibile raccogliere dati utili. Dati che serviranno per preparare strategie, studiare setup, allenare i piloti prima delle gare, sviluppare la monoposto. Non in sostituzione ma in aggiunta ai dati reali, al fine di ridurre tempi e costi. Va considerato, infatti, che se si esclude i 5 milioni di investimento iniziale che pare ci siano voluti per realizzare l’intera struttura, adesso girare sulle piste di tutto il mondo ha un costo pari a zero.