Ferrari, il V6 turbo di F1 2014 anche per Le Mans [FOTO e VIDEO]

Ferrari prova il motore turbo F1 del 2014 su un muletto modificato della supercar stradale LaFerrari

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    La Ferrari prova il motore turbo 2014 a Fiorano su una LaFerrari

    Era dicembre quando in Rete sbarcò un video che ritraeva una strana hypercar del Cavallino impegnata a Fiorano. Il sound era quello tipico del motore turbo, lo chassis, una via di mezzo tra LaFerrari e una Enzo. A distanza di qualche settimana si risolve l’enigma di quella vettura con un pronunciato snorkel sul tetto e un cofano motore praticamente assente, se confrontato con quello tradizionale de LaFerrari. Avevamo ipotizzato si stesse provando l’unità sei cilindri turbo destinata a finire sulla prossima monoposto di F1, ma in realtà si trattava di altro.

    La casa di Maranello sta lavorando al rientro tra i prototipi a Le Mans, un progetto di classe LMP1 e non più apparizioni legate a team privati con le pur prestazionali 458 Italia GT. Tornerà indietro nel tempo, alla 333 SP, barchetta spinta dal V12 e vincitrice tra le LMP1 nel 1998.

    In realtà, la normativa vieta da quest’anno l’utilizzo di carrozzerie aperte, così si dovrà virare verso l’abitacolo chiuso.

    Le ragioni di una tale accelerazione in direzione Endurance avviene in concomitanza con i cambiamenti regolamentari apportati all’intero campionato Le Mans Series. Dal 2014 si potranno utilizzare anche i propulsori turbo impiegati in Formula 1, con una maggiore libertà per i costruttori, vincolati unicamente ai consumi, con un serbatoio di dimensioni ridotte e un taglio del 30% rispetto al 2013. Così come le unità della massima serie, anche i prototipi di Le Mans potranno attingere all’ibridizzazione del powertrain, con due sistemi di recupero dell’energia.

    Sul piano aerodinamico, invece, i nuovi progetti dovranno essere di larghezza massima non superiore ai 190 millimetri, contro i 2 metri delle auto che hanno gareggiato fino allo scorso anno. Le ultime immagini che ritraggono il prototipo Le Mans sembrano arrivare dal Mugello, almeno giudicando il colore dei cordoli; inoltre, in quanto pista di proprietà della Ferrari, quella toscana offre un ottimo banco di prova per verificare l’aerodinamica con i suoi curvoni e una varietà di sezioni che ne fanno un tracciato completo.

    Mentre in tanti aspettavano il salto del gruppo Audi, magari con il marchio Porsche, in Formula 1 sfruttando l’uniformità regolamentare, sembra che avverrà il contrario, con un team di F1 a tentare la strada della Le Mans.

    Fonte foto spia | Autosprint

    Il primo avvistamento a Fiorano

    Il turbo irrompe con prepotenza non solo nel mondiale di F1 2014, ma anche nei progetti futuri delle Ferrari stradali. Tra le ragioni dell’iniziale ostruzionismo all’introduzione di motori turbocompressi da appena 1.6 litri di cilindrata e con architettura 4-in linea c’erano anche profonde implicazioni commerciali: il passato della rossa ha vissuto momenti folgoranti con supercar sovralimentate, ma non certo con cubature così ridotte.

    Quindi? Il futuro prossimo a Maranello vedrà l’adozione di unità turbocompresse, a partire dalla seconda generazione della California, coupé-roadster accreditata di un motore sei cilindri a V, e non sarà l’unico modello. A Fiorano, nel frattempo, in una fredda giornata di dicembre si aggira un mostro camuffato, un esemplare di LaFerrari.

    Potrebbe presagire il futuro sviluppo di una variante ad altissime prestazioni e riservata alla pista, come fu per la FXX, ma alcuni indizi portano verso un’altra strada: sotto al cofano dovrebbe esserci il sei cilindri della monoposto 2014.

    Anzitutto il sound, quasi da aspirato, se non fosse che prestando attentamente l’orecchio allo sbuffo della valvola pop-off in rilascio si scopre un elemento caratterizzanti dei motori sovralimentati, per limitare la pressione. Altri due dettagli avvalorano l’ipotesi dell’unità F1 nel confronto con il V6 di serie: l’airscope sul tetto molto più pronunciato di quanto non sia su LaFerrari e, soprattutto, l’assenza del lunotto posteriore, con un cofano motore piatto, evidentemente per alloggiare componenti aggiuntivi. Infine, si intravedono modifiche alle prese d’aria sulle fiancate, spostate in avanti e con un’apertura maggiorata, così da garantire la portata necessaria per il raffreddamento degli organi ausiliari. Tornando al sound, infine, è decisamente più violento di quanto non sia quello di un propulsore di serie, nonostante solo in pochi frangenti si arrivi al limitatore dei 15.000 giri.