Ferrari: sogno in frantumi?

Il momento più brutto è stato il botto di Schumacher

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    Michael Schumacher

    Il momento più brutto è stato il botto di Schumacher. Ma non è stato l’unico: prima avevamo dovuto digerire anche il sorpasso di Liuzzi con la Toro Rosso. E prima ancora avevamo dovuto abituarci all’idea che, partendo decimi, erano già compromesse le speranze di vittoria.

    Questo per citare solo le vicessitudini di Michael Schumacher. Di Massa, stavolta, preferiamo non parlare neanche.

    La strategia del tedesco era buona. A causa delle varie safety car, però, non riusciva a mantenere gli pneumatici in temperatura e con serbatoio carico era esageratamente lento. Da questo deriva anche l’oltraggioso sorpasso subito dalla modesta Toro Rosso: immagino che, a quel punto, molti tifosi abbiano avuto la tentazione di cambiare canale o spegnere la Tv. Se l’avessero fatto si sarebbero risparmiati la delusione più grossa. Quella avvenuta al 33° giro.

    Piano piano la Ferrari di Schumacher trova la competitività. Ritardando la sosta ai box recupera molte posizioni. Non pago, il tedesco, vedendo Button che viaggia più lento di lui, comincia a spingere per riprenderlo. Rischia una prima volta, rischia una seconda volta. Rischia troppo e alla fine, a causa delle turbolenze della Honda dell’inglese, esce male dall’ultima curva e si frantuma sulle barriere.

    Se fosse arrivato in fondo, probabilmente avrebbe portato a casa un terzo posto d’oro.

    In Bahrain parlavamo di gasamento. In Malesia di frustrazione. In Australia siamo arrivati alla delusione. L’unica, magrissima, consolazione è quella di aver visto ad un certo punto una buona Ferrari.

    Tra 3 settimane il Circus arriverà ad Imola. Per ora parliamo di speranza.