Ferrari, la FIA mente: non siamo impazziti!

Formula 1: la Ferrari svela le vere comunicazioni via radio durante il Gran Premio di Gran Bretagna per dimostrare come sia stata vittima di un complotto e per rispondere alle false dichiarazioni della FIA in merito!

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    E meno male che la Ferrari aveva deciso di sposare un basso profilo per non essere più vittima dell’accanimento della FIA. Evidentemente le ultime dichiarazioni del direttore di corsa Charlie Whiting non potevano essere accettate in silenzio. L’inglese, tornando sul sorpasso di Alonso su Kubica a Silverstone costato allo spagnolo una penalizzazione che lo ha, di fatto, estromesso dalla corsa, ha detto di aver immediatamente avvisato il muretto box del Cavallino che la manovra non era corretta e che non erano state ascoltate le sue indicazioni. La Ferrari smentisce e chiarisce.

    FERRARI. Whiting ha detto la sua versione attaccando la Ferrari per i fatti di Silverstone che sono costati ad Alonso l’estromissione dalla zona punti e l’accumulo di ulteriore ritardo da Hamilton, Vettel e Webber in classifica generale. Nonostante la nuova politica del team Rosso sia “zero polemiche, pochi chiacchiere, molti fatti!”, il direttore sportivo Massimo Rivola è intervenuto quantomeno per ristabilire la verità. “Vogliamo solo spiegare i fatti, far capire che non siamo impazziti”, è stata la precisazione dell’italiano durante un incontro con la stampa.

    SORPASSO ALONSO-KUBICA. Alonso sorpassa Kubica ma viene spinto sull’erba e taglia la pista. Dovrebbe restituire la posizione ma siccome la casistica non è univoca, viene chiesto il parere di Charlie Whiting dalla direzione corsa. 11 secondi dopo arriva la prima risposta “Lasciatemi riguardare le immagini”. Per il responso ci vogliono 1’55’’:“Meglio lasciar passare Kubica”. La Ferrari decide di accontentare il direttore di corsa ma nei 30 secondi seguenti le carte si mescolano: Alonso supera Alguersuari, e Barrichello passa Kubica che si appresta al ritiro. Rivola, quindi, chiede di nuovo a Whiting cosa fare ed arriva questa risposta:“L’ideale sarebbe cedere la posizione. Riparlatene con gli steward a fine Gran Premio”. A questo punto, il box del Cavallino prevede due possibili sanzioni: o una ammonizione per Alonso. Oppure una penalità da scontare a gara finita. Sebbene l’articolo 16.2 b preveda che un concorrente sotto inchiesta debba essere subito informato, l’informazione che Alonso è ufficialmente sotto investigazione arriva dopo 10 minuti mentre di lì a poco arriva la sentenza: drive through. Beffa delle beffe, il passaggio i corsia box va effettuato dopo che la safety car (messa dentro con sospetto ritardo rispetto all’incidente avvenuto alla Sauber di De La Rosa) è sparita dalla circolazione. Così, anziché perdere solo 3-4 posizioni, Alonso sparisce dalla mappa della zona punti.