Ferrari: la Formula 1 è cambiata

La Ferrari esce sommersa dalle critiche dal Gran Premio di Malesia di Formula 1 a Sepang

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    Alla Ferrari ci sono alcuni che parlano come se il titolo mondiale fosse ancora affar loro. La classifica e la realtà dei valori in campo dicono altro. Per questo 2009 c’è da rassegnarsi ad una stagione da seconda fila con qualche exploit qua e là e con la speranza che le prestazioni della F60 crescano col passare dei mesi, in modo tale da non farsi trovare impreparati per il 2010.

    DISASTRO. Luca Baldisserri è il primo a metterci la faccia. ?E? stata un?altra gara disastrosa, non ci sono scuse da accampare. Anche oggi abbiamo cercato di scommettere su quello che sarebbe potuto accadere ed e’ sempre successo il contrario di quello che ci aspettavamo”. Al di là della sfortuna, il direttore sportivo Ferrari, conferma che le prestazioni della F60 sono lontane da quelle dei top team:“Sull?asciutto il nostro passo di gara non era comunque eccezionale ma rappresentava probabilmente quello che oggi e’ il nostro potenziale”.

    ERRORI UMANI. Sul fatto che gli errori di strategie fatti dal muretto box fanno tutto sommato parte del gioco è inutile ritornarci sopra. Come ho già scritto, ben vengano le critiche, purché siano fatte con cognizione di causa e non tanto per sparare sul mucchio. Ho sentito di tutto in questi giorni. Secondo alcuni Colajanni era il direttore sportivo Ferrari… Di fronte all’esigenza di dare una valutazione reale al difficile momento del Cavallino, non si nasconde Stefano Domenicali che chiama a raccolta la squadra e chiede un diverso approccio alle gare. L’approccio di chi sa di non essere più un top team e che deve riconquistare credibilità e prestazioni:“E? chiaro che dobbiamo uscire in fretta da questa situazione senza farci prendere dal panico ma assumendoci, ognuno di noi, le nostre responsabilita’: dobbiamo guardarci dentro e reagire sin da subito. Dobbiamo cambiare mentalita’ e renderci conto che siamo in una condizione diversa rispetto al passato e che quindi dobbiamo affrontarla con un approccio diverso, in pista e a Maranello.?

    MCLAREN E RENAULT. No, non se la passano meglio gli altri big. Alonso è rilassato. Per lui il mal comune è mezzo gaudio nonostante i problemi della Renault. Lewis Hamilton, invece, ha pochi motivi per spassarsela. Il numero 1 sul musetto non se l’è goduto neanche per mezzo metro causa prestazioni della McLaren al di sotto di ogni più nera previsione. E, tanto per far piovere sul bagnato, si trova invischiato in una polemica che tira dentro onore, sportività e lealtà. Insomma, un casino dal quale sgorgano voci che dicono tutto ed il suo contrario. Voci che lo danno vicino all’addio dalla McLaren per esplorare chissà quali lidi. E poi la McLaren, altro che Ferrari: è una squadra allo sbando, senza timoniere (Martin Whitmarsh potrebbe essere costretto a dare le dimissioni) né timone (la Mercedes vorrebbe prendere la maggioranza di quote azionarie ma deve lottare contro Dennis e soci). Chi era stufo del binomio rosso-argentato, è stato servito.