Ferrari-Marlboro: la polemica non finisce

Formula 1: la polemica sulla sponsorizzazione della Marlboro sulla Ferrari prosegue

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    Ferrari-Marlboro

    La polemica per la sponsorizzazione tra Ferrari e Marlboro non è un argomento da prendere tanto sottogamba. Sia perché a scatenare il dibattito sono stati degli “eminenti medici” che hanno trovato spazio nientemeno che sul Times, sia perché a raccogliere la provocazione è arrivato il Commissario alla Salute pubblica dell’Unione Europea che, a sua volta, ha sollecitato un intervento del governo spagnolo per verificare la liceità del famoso “codice a barre” durante il GP di Spagna. Vista la delicatezza del tema, è dovuto scendere in campo persino il Presidente Luca di Montezemolo.

    FERRARI-MARLBORO. Io resto del parere che questo polverone non porterà a nulla se non a dare ulteriore risalto allo sponsor Marlboro ed a legare ancor di più l’immagine del codice a barre al produttore di sigarette. Insomma: se qualcuno voleva veramente fare una crociata contro qualche “messaggio subliminale” è riuscito, al contrario, a fare pubblicità palese al mondo del tabacco. Detto ciò, passo oltre e riporto le parole di Luca di Montezemolo. Il presidente Ferrari l’ha presa sul serio ed ha scritto un comunicato ufficiale nel quale difende con durezza le scelte della propria Scuderia:“Francamente credo che questa polemica sia del tutto inutile e che si stia sfiorando il ridicolo nel sostenere che il colore rosso o un elemento grafico che riproduce un codice a barre possano indurre la gente a fumare. In un momento in cui, sull’altra riva dell’Atlantico c’è chi si sta battendo per un sistema sanitario più equo, nella vecchia Europa ci sono presunti esperti che si lambiccano con teorie prive di basi scientifiche: penso che ci siano cose più importanti a cui pensare piuttosto che un codice a barre. Meglio quindi non perdere altro tempo nel replicare a sciocchezze come queste e a chi, in maniera strumentale, le vuole alimentare.”

    KUBICA. Restando in orbita Maranello, registriamo come salti fuori spesso e volentieri il nome di Robert Kubica. Il polacco è dato da alcuni giornalisti come prossimo collega di Fernando Alonso ed un recente soggiorno in Italia nonché il fatto di aver viaggiato con il team del Cavallino nel volo di ritorno dal GP della Cina ha ravvivato le indiscrezioni. E’ lo stesso pilota Renault, però, a buttare acqua sul fuoco:“Non vedo nulla di male nel fatto di aver viaggiato insieme alla Scuderia Ferrari”. Per la cronaca, su quell’aereo c’erano anche Vitantonio Liuzzi, Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella. “E’ raro che tanti piloti si trovino sullo stesso aereo, per cui e’ stato molto divertente,” ha aggiunto Kubica ribadendo che, al momento, le possibilità di vederlo in Rosso sono pari allo zero.

    Foto: www.darrangange.com