Ferrari: Montezemolo “incazzato” con il 2009

Luca di Montezemolo, presidente Ferrari, non va tanto per il sottile nel discorso di fine anno davanti ai propri dipendenti

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    “Si conclude un anno molto brutto, non da Ferrari”. Con queste parole Luca di Montezemolo ha iniziato il discorso di fine anno davanti ai propri dipendenti. In effetti il 2009 è stato un anno orribile. Da incubo. Era da tempo che a Maranello non soffrivano così tanto. Nel 2005, altra annata nera, c’era la scusa delle gomme Bridgestone nettamente inferiori alla concorrenza. Stavolta le attenuanti non reggono. Essere più furbi non è reato. Essere incapaci di interpretare i regolamenti al meglio è un demerito. Per questo il Presidente della Rossa non usa mezzi termini:“si è incazzati quando non si vince!”, ammette lodando il grande orgoglio che muove tutti i dipendenti del Cavallino.

    MONTEZEMOLO. Il Presidente della Ferrari vuole dare una bella carica ai suoi uomini ed anziché puntualizzare gli sbagli, tenta di sollevarli dalle responsabilità pur non nascondendo, per la prima volta, gli errori fatti:“Abbiamo una storia e una cultura che non ci fanno cercare scuse. Nessuno di noi è contento di come sono andate le cose: quasi mai siamo stati competitivi per la vittoria e questo non è da noi”, ha sottolineato Montezemolo nel discorso di fine anno. “E’ stato un anno brutto anche fuori dallo sport - ha proseguito il numero 1 Ferrari riferendosi alla crisi economica – Abbiamo fatto delle scelte, anche dolorose, ma abbiamo continuato ad investire nel futuro dell’azienda perché crediamo fermamente che questi momenti di crisi possano trasformarsi in opportunità di crescita. Dobbiamo guardare avanti con fiducia ma senza mai dimenticare un riferimento importante come Enzo Ferrari perché bisogna sapere sempre da dove siamo partiti”. Dalla convinzione con la quale ha parlato, sembra praticamente impossibile vedere una Ferrari non al vertice nel 2010.

    KIMI RAIKKONEN. Nel prosieguo del suo discorso, Montezemolo ha tenuto a ringraziare uno ad uno i propri piloti. A partire da Felipe Massa, da prendere come esempio quanto a forza di reazione nei momenti difficili, passando per Fisichella, Badoer (definito un “kamikaze” per come si è buttato nella difficile avventura di pilota titolare) e Gené fino ad arrivare a Kimi Raikkonen. Assente giustificato. E lodato:“Mi dispiace che lui oggi non sia qui. Voglio però ringraziarlo a nome di tutti voi per quello che ha fatto in tre anni alla Ferrari. Gli auguro tutto il bene possibile.”. Nessun riferimento, inveve, al figlio prediletto Michael Schumacher sempre più diretto verso la rivale Mercedes.