Ferrari: Montezemolo lascia, Marchionne nuovo presidente

Luca Cordero di Montezemolo non è più il presidente della Ferrari

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    Luca Cordero di Montezemolo lascia Ferrari. “Montezemolo lascerà su sua richiesta la presidenza della Ferrari con effetto il 13 ottobre prossimo a conclusione del festeggiamento dei 60 anni di Ferrari in America”, si legge in una nota diramata stamattina da Fiat. La presidenza della Rossa di Maranello sarà assunta dall’amministratore delegato del gruppo torinese, Sergio Marchionne. Presidente della Ferrari dal 1991, Montezemolo avrà una liquidazione record, pari a 26 milioni e 950 mila euro. Una parte (13 milioni e 250 mila euro) gli verrà pagata dal prossimo 31 gennaio, con la clausola di non rivalità con Fiat fino al marzo 2017, altri 13 milioni e 710 mila euro – equivalenti a 5 anni di stipendio – saranno dilazionati in 20 anni.

    Le parole di LCDM

    «La Ferrari avrà un ruolo importante all’interno del gruppo FCA nella prossima quotazione a Wall Street e si aprirà quindi una fase nuova e diversa che credo giusto debba essere guidata dall’amministratore delegato del Gruppo». Si apre così la lettera del presidente Montezemolo, al passo d’addio ufficiale dopo più di 20 anni sul ponte di comando della Ferrari.

    «Finisce un’epoca e ho quindi deciso di lasciare la presidenza dopo quasi 23 anni meravigliosi e indimenticabili, dopo quelli passati a fianco di Enzo Ferrari negli anni Settanta. Il mio ringraziamento va innanzi tutto a donne e uomini eccezionali in fabbrica, negli uffici, nei campi di gara, sui mercati di tutto il mondo che sono stati i veri artefici in questi anni della grande crescita dell’azienda, delle tante memorabili vittorie e del successo del marchio diventato grazie a loro uno dei più forti al mondo», prosegue Montezemolo.

    «Un saluto e un ringraziamento a tutti i nostri partner tecnici e commerciali, ai dealer di ogni Paese e in modo particolare ai clienti e ai collezionisti con cui condivido la stessa passione. Ma il mio pensiero va oggi anche ai nostri tifosi che non hanno mai fatto mancare alla Scuderia il loro entusiasmo soprattutto nei momenti più difficili. La Ferrari è la più bella azienda del mondo e per me è stato un grande privilegio e onore esserne stato il leader. Le ho dedicato tutto il mio impegno ed entusiasmo e insieme alla mia famiglia ha rappresentato e rappresenta la cosa più importante della mia vita. Auguro agli azionisti, e in particolare a Piero Ferrari che mi è stato sempre vicino, e a tutte le persone dell’Azienda ancora tanti anni di successo che la Ferrari merita».

    | LA CONFERENZA STAMPA CONGIUNTA CON MARCHIONNE |

    Smentisce se stesso a pochi giorni di distanza dalla conferma del suo impegno a Monza, quando era già evidente quale piega avrebbe preso la vicenda, d’altronde l’uscita di Sergio Marchionne a Cernobbio lasciava pochi dubbi. Un gioco di potere e cambio al vertice con logiche e strategie diverse attese in futuro non solo nella gestione sportiva ma anche in quella della divisione vetture stradali. L’ad di FCA mette le mani sul Cavallino Rampante e non resta che assistere e registrare i risultati che saprà ottenere non tanto sul versante del prodotto – già con performance strabilianti (è l’unico marchio al mondo che guadagna di più producendo meno, nel 2014) – quanto su quello delle competizioni, ovvero, Formula 1.

    Da oggi, con l’addio di Luca di Montezemolo, al vertice Ferrari, chi è l’uomo addentro ai meccanismi del Circus? Mattiacci? Marchionne? Ecco, speriamo torni almeno Ross Brawn…

    Fabiano Polimeni

    CHI E’ LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO? LA BIOGRAFIA

    L’incontro di martedì

    C’è stato in tempi rapidissimi l’incontro chiarificatore tra il boss della FCA, Sergio Marchionne, ed il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo. I due si sono incontrati proprio a Maranello assieme all’amministratore delegato del Cavallino Rampante Amedeo Felisa. Di cosa abbiano dovuto parlare non è chiaro visto che le motivazioni dello scontro sono note ed i due non hanno alcuna intenzione di cambiare posizione. Marchionne vuole inglobare il marchio Ferrari all’interno della FCA per dare più lustro e spinta anche nell’ottica della quotazione in borsa mentre Montezemolo vorrebbe tenere l’azienda vanto del nostro tricolore come un soggetto ben distinto al fine di tenerne alto valore e blasone. Tutto il resto è chiacchiericcio di contorno. Comprese le dichiarazioni del Sergione su l’inammissibilità di una Rossa che non vince da 6 anni. Tutte balle. Fosse per lui, forse, buttare così tanti soldi in F1 per non essere mai primi, significa fare come Jaguar, BMW, Toyota, etc. che hanno alzato i tacchi. Per LCDM, invece, questo è fuori discussione…

    Alla fine vincerà Marchionne. Per forza. Nel senso che è lui quello che ha più potere in questo momento. Montezemolo ha i mesi, per non dire i giorni, contati. Tra i due c’è stato probabilmente un accordo di non belligeranza per non rovinare ulteriormente l’immagine del gruppo a livello globale. Poi il capo della FCA ha ribadito al presidente della Ferrari che le decisioni sono state già prese e si andrà nella direzione meno gradita al popolo Rosso.

    Secondo i soliti beninformati, l’incontro sarebbe servito anche per discutere in modo definitivo i termini dell’uscita di scena di Montezemolo (bonus, liquidazione e annessi vari che potrebbero raggiungere i 500 milioni di Euro). Visto l’intensificarsi della presenza di Marchionne a Maranello, si pensa che possa assumere lui, ad interim, con il ruolo di traghettatore, l’incarico di presidente. Magari per lasciare poi il timone a Marco Mattiacci. In alternativa, il nome buono è quello di John Elkann se non quello dell’attuale amministratore delegato Amedeo Felisa.