Ferrari, Montezemolo non dice Hamilton

Luca Cordero di Montezemolo, presidente Ferrari, parla della delicata situazione del team e si dice convinto che le cose miglioreranno se tutti si prendono le proprie responsabilità e si fanno un bagno di umiltà

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    Abbiamo già sviscerato gli argomenti topici del difficile momento di casa Ferrari. Alla chiamata alle armi ed all’unità di intenti non poteva mancare il Presidente Montezemolo che chiede sostanzialmente due cose: un bagno di umiltà e lavoro sodo. Resta fuori dalle sue parole, invece, il caso Hamilton-McLaren che, secondo alcuni scienziati della fanta-informazione, potrebbe portare il campione del mondo direttamente a Maranello.

    MONTEZEMOLO COL SAIO. Narra la leggenda che, nella riunione di rito dopo il GP di Malesia, Montezemolo si sia presentato con un saio. Se per qualcuno questa è una bestemmia, è meglio che non vada oltre nella lettura. La veste dei monaci francescani rappresenta da sempre il valore dell’umiltà, esattamente ciò che il numero 1 Ferrari chiede ai suoi uomini. “Ho trovato delle persone molto arrabbiate con sè stesse ma anche molto determinate a reagire - ha detto Montezemolo trovando anche il modo di ironizzare – dobbiamo affrontare questa stagione con profonda umiltà perché non ho voglia di ritrovarci su Scherzi a parte dopo ogni gara!”

    MASSIMA FIDUCIA. Montezemolo ha chiara la strategia da seguire per uscire dalla crisi. Innanzitutto, le teste pensanti non si toccano:“Le nostre discussioni le teniamo negli spogliatoi. Come ai tempi di Todt e Brawn, nei momenti di particolare difficoltà la squadra resta unita e ha tutta la mia fiducia”. In secondo luogo, aspettando il verdetto di Parigi sui diffusori previsto per la prossima settimana, in fabbrica sarà fatto un lavoro sulla F60 per cercare di migliorare affidabilità e prestazioni, anticipando gli sviluppi previsti per i prossimi mesi e facendosi trovare pronti a montare il diffusore col buco quanto prima, qualora venga confermata la sua regolarità in appello.

    RAIKKONEN POSITIVO. A confermare il clima di fiducia nei propri mezzi e della voglia di rivincita presente in Ferrari, interviene l’uomo che non ti aspetti. Kimi Raikkonen. Il finlandese spiega:“Abbiamo bisogno di una maggiore aderenza e stiamo lavorando molto duramente su questo aspetto. Basta analizzare le prestazioni nei tre settori della pista di Sepang per capire che perdiamo molto rispetto alle macchine migliori. E un momento molto difficile – ammette Raikkonen nelle inedite vesti di trascinatore – Abbiamo già vissuto situazioni simili, sappiamo come reagire e lo faremo già a Shanghai”.

    HAMILTON IN FERRARI. La raccomandazione è solo una: si viaggi bassi. Nessuno in Ferrari vuole Hamilton. Al momento. Sebbene ci siano dei margini per credere che il campione del mondo stia pensando in cuor suo di lasciare il team che lo ha lanciato, a patto che non venga fatta chiarezza sulla sua posizione, le eventuali mire del molleggiato sono a Brackley! Inoltre, Hamilton ha un contratto fino al 2013 mentre la Ferrari ha già un tormentone di nome Alonso. Che basta, avanza e ti dà pure il resto in banconote da 100.