Ferrari, Montezemolo suona la carica: “Chiamerò Alonso per motivarlo”

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    Giappone, GP Suzuka F1   La gara

    AP/LaPresse

    Il morale in casa Ferrari non dev’essere dei più alti, probabilmente anche peggio rispetto all’avvio di stagione, quando la F2012 si presentò a Melbourne consapevole di non essere competitiva per la vittoria. Allora c’era la speranza degli sviluppi che sarebbero arrivati, oggi la situazione è più complessa e difficile da risollevare.

    Messe da parte le macumbe e gli auspici di ritiro – da una parte come dall’altra – il titolo sarà lotta Alonso-Vettel e, come detto dallo spagnolo a caldo dopo l’incidente di Suzuka, si giocherà su cinque gare. La Corea, se stessimo parlando della Red Bull vista a Monza, sarebbe un circuito sul quale la Ferrari avrebbe un vantaggio deciso, ma Newey ha messo in campo le idee buone per ribaltare i pronostici.

    Doppio Drs, una nuova ala anteriore che, diversamente dalle novità Ferrari, funziona e un musetto più lungo: dettagli, d’accordo, messi tutti insieme hanno però consentito a Vettel di giocare con Massa. Perché se è vero che Felipe è stato bravo a copiare (e battere) i tempi del tedesco dopo la seconda sosta nel Gran Premio del Giappone, quale fosse il potenziale della RB8 lo si è visto nel finale, a furia di tempi record. Tradotto, il tedesco aveva ancora margine quando girava con i tempi di Massa.

    Situazione complessa, che necessita dell’intervento del presidente Montezemolo, sempre presente quest’anno quando serviva suonare la carica e tenere alte le motivazioni della squadra. «E’ in questi momenti che voglio vedere la Ferrari che conosco. Una squadra concentrata che mantiene i nervi saldi. Parlerò presto al telefono con Fernando per dargli un’ulteriore motivazione ad affrontare queste ultime cinque gare con il coltello fra i denti, come deve fare tutta la squadra del resto», ha detto Montezemolo. Peccato, però, che non basteranno le parole per trovare i decimi extra, specialmente in qualifica, necessari a mettersi dietro la Red Bull.

    Se fino a ieri si poteva sperare in una condotta difensiva e piazzare una zampata, una sola, per assicurarsi il mondiale, adesso le cose diventano maledettamente difficili. Vettel dovrà star dietro ad Alonso, stabilmente.

    Sulla situazione tecnica della F2012, anche il presidente è consapevole dello slancio necessario, ma non sarà semplice, perché le idee prodotte dagli ingegneri, al momento, sono state bocciate dalla pista. Colpa della galleria del vento? Aspettative elevate poi tradite? Di sicuro, «mi aspetto un lavoro straordinario dai nostri tecnici, che hanno dimostrato di esserne capaci: siamo perfettamente consapevoli che questo Mondiale dipende ancora da noi», le parole sul sito internet Ferrari.

    Infine, seppur quello di Suzuka sia da catalogare come un normalissimo incidente di gara, sul quale nessuna responsabilità ha Kimi Raikkonen, nei pensieri del presidente ci sono i punti persi a Spa e ieri a Suzuka: «Non dimentichiamoci che, senza quelle due collisioni, oggi Fernando avrebbe perlomeno una trentina di punti in più, a essere pessimisti nel calcolo. Nello sport come nella vita, la ruota gira, non bisogna mai dimenticarselo: per noi non lo ha fatto in senso positivo ultimamente ma non ci vuole niente perché cambi senso di marcia». E qui probabilmente l’errore di Montezemolo. La fortuna ha anche aiutato la Ferrari a inizio anno, quando arrivò a Barcellona con tanti punti che sarebbe stato folle immaginarlo prima di Melbourne. Sperare, infine, nella dea bendata da qui a San Paolo per il titolo non si sposa con il blasone, la storia e i mezzi a disposizione della casa di Maranello. In fondo, messa sulla bilancia la dose di fortune e sfortune occorse ad Alonso e Vettel, sembrano in equilibrio: mancano almeno trenta punti ad Alonso? I ritiri di Valencia e Monza pesano altrettanto sul bottino del tedesco, seppur con dinamiche diverse: Alonso fuorigioco a Spa e Suzuka senza colpe, Vettel tradito dall’affidabilità. Cause diverse, risultati analoghi.

    FOTOGALLERY DELL’INCIDENTE DI ALONSO – SUZUKA