Ferrari: no al tutti contro tutti

Formula 1, la Ferrari si chiude a riccio per rispondere alle critiche sul pessimo avvio di stagione

da , il

    Ferrari, Schumacher e non solo. All’interno del box più importante della Formula 1 la situazione è in costante evoluzione. Da più parti piovono critiche e si ha l’impressione che persino la dirigenza del Cavallino fatichi a dare un ordine ai problemi e ad attribuire a ciascuno le sue responsabilità. Guai, però, a dare il via ad una pericolosissima guerra intestina.

    BOX. “Chi ha scelto le gomme? Nomi non ne faccio!” Stefano Domenicali taglia corto e non si lascia trascinare in facili polemiche. Il team principal Ferrari vuole a tutti i costi mantenere armonia in squadra. I panni sporchi, si lavano in casa:“È un discorso di gestione interna, ne parleremo tra di noi. È chiaro che dobbiamo uscire in fretta da questa situazione senza farci prendere dal panico ma assumendoci, ognuno di noi, le nostre responsabilità: dobbiamo guardarci dentro e reagire sin da subito “.

    FERRARI F60. A far salire al pettine i nodi di una gestione interna evidentemente da perfezionare, ci pensano le prestazioni della F60. Se la Ferrari fosse stata al livello dei migliori, qualche pecca sarebbe stata ben mascherata. Così non è, quindi, i maggiori sforzi dovranno essere fatti per trovare competitività in breve tempo. I fronti su cui combattere sono almeno due: gomme e diffusori. La macchina ha un grosso difetto: non riesce ad interpretare al meglio le due mescole di gomme che obbligatoriamente vanno usate in gara. Ed arrivare ad un compromesso, oltre che difficile, finisce col penalizzare le performance complessive del weekend. Sul tema dei diffusori, invece, la faccenda è paradossalmente più semplice: a Maranello stanno lavorando sodo dando quasi per scontato che la sentenza di Parigi darà ragione alla banda col buco. Stefano Domenicali a tal proposito spiega che “La squadra spera di poterlo avere nella gara del 10 maggio a Barcellona. Prima è impossibile” perché, intanto, c’è anche da migliorare la resa aerodinamica:“Da quanto abbiamo visto, è l’aerodinamica che fa la differenza. Abbiamo bisogno di più trazione”. A tal proposito, per la prossima gara in Cina, in anticipo rispetto a quanto previsto, sarà già introdotto il primo step evolutivo della F60.

    CASO SCHUMACHER. Il sette volte campione del mondo non è stato chiamato alle corse per mettere la mano fuori dal box e sentire quando piove. Schumacher ha il compito di fare da consulente. Entra a 360° nelle decisioni dei team e probabilmente c’è il suo zampino nella scelta sbagliata delle gomme di Raikkonen. Qualcuno ha provato a metterlo in croce ed il tedesco ha risposto in modo piuttosto contrariato alle critiche. Secondo qualche procacciatore di scoop l’idilliaco rapporto tra la Rossa ed il Kaiser sarebbe prossimo alla rottura dato che il suo contratto è in scadenza. Al momento, però, il manager Willi Weber è soprattutto impegnato a tutelare l’immagine del suo assistito scagionandolo, da ogni accusa:“Sono critiche completamente idiote quelle fatte a Michael che può dare qualche suggerimento alla squadra, ma non è il team leader o il team manager della Ferrari”