Ferrari, si dimette Stefano Domenicali!

Stefano Domenicali si dimette, non è più direttore della GeS della Ferrari

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    Stefano Domenicali si è dimesso dalla Ferrari

    Era la notizia probabilmente attesa da molti avvoltoi: Stefano Domenicali e la Ferrari separano le loro strade. Domenicali, una carriera iniziata in Ferrari nel 1991, ha attraversato l’era d’oro della gestione Todt, del quale era il braccio destro al muretto (epica la scena di Spa Francorchamps, 1998, quando prova a placare l’ira dello Schumacher furioso nei confronti di Coulthard; ndr) per poi prenderne il posto nel 2008.

    E’ la testa servita su un piatto d’argento al tifoso più oltranzista, quello che imputava al manager imolese i disastri delle ultime stagioni, disastri che oggi sembrano nulla se confrontati con l’avvio di campionato della Ferrari in questo 2014.

    Lo stesso Domenicali nelle settimane scorse aveva quasi “pregato” di farsi avanti, se ci fossero stati uomini più capaci e in grado di cambiare il corso delle cose, e prendere il suo posto. Adesso quel posto è libero e toccherà a Marco Mattiacci, finora responsabile dell’area Nord America in quella che è la divisione commerciale della casa di Maranello. Mattiacci arriva in Ferrari nel 1999, dopo la permanenza in Jaguar/Ford. Nel 2006 diventa presidente e amministratore delegato dell’area Asia Pacifico, per poi passare nel 2010 nello stesso ruolo ma sul mercato nord americano.

    Sarà la persona giusta? Presto per dirlo e non saranno mesi semplici per il successore di Domenicali, chiamato con effetto immediato (già dal GP di Cina; ndr) a prendere le redini del muretto e convivere con una pesante spada di Damocle sulla testa, con gli immancabili rumors che pronosticheranno un suo successore preso direttamente dal paddock, magari tra quelli al momento in stand-by. Le minestre scaldate – leggi Ross Brawn – funzionerebbero?

    Le critiche a Stefano Domenicali per la gestione di alcuni fatti in questi anni ci stanno, ma attribuire gli insuccessi della Rossa esclusivamente all’imolese è ingeneroso, oltre che intellettualmente disonesto. Non è Domenicali a lavorare al tavolo da disegno per progettare le monoposto, non era Domenicali a dover rimettere in piedi la galleria del vento, non era Domenicali a dover indirizzare lo sviluppo della macchina.

    Ora che lascia il suo posto, probabilmente in tanti capiranno che i guai della Ferrari sono altrove. «Ci sono particolari momenti nella vita professionale di ognuno di noi in cui ci vuole il coraggio di prendere decisioni difficili e anche molto sofferte. E’ ora di attuare un cambiamento importante. Da capo, mi assumo la responsabilità – come ho sempre fatto – della situazione che stiamo vivendo», si legge nella nota dell’ex capo della GeS.

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    «Si tratta di una scelta presa con la volontà di fare qualcosa per dare una scossa al nostro ambiente e per il bene di questo gruppo, a cui sono molto legato. Ringrazio di cuore tutte le donne e gli uomini della squadra, i piloti e i partner per il magnifico rapporto avuto in questi anni. A tutti auguro che presto si possa tornare ai livelli che la Ferrari merita. Infine, vorrei fare l’ultimo ringraziamento al nostro Presidente per avermi sempre sostenuto e un saluto a tutti i tifosi con il rammarico di non aver raccolto quanto duramente seminato in questi anni»

    Il rituale ringraziamento e saluto del presidente Montezemolo è arrivato in tarda mattinata, con una nota ufficiale diramata dalla Ferrari. «Ringrazio Stefano Domenicali non solo per il suo costante contributo e impegno, ma per il grande senso di responsabilità che ha saputo dimostrare anche oggi anteponendo l’interesse della Ferrari al proprio. Ho stima e affetto per Domenicali, che ho visto crescere professionalmente in questi ventitré anni di lavoro insieme e per questo gli auguro ogni successo per il suo futuro. Voglio anche augurare buon lavoro a Marco Mattiacci, un manager di valore che conosce bene l’azienda e che ha accettato con entusiasmo questa sfida», scrive Montezemolo.

    Fabiano Polimeni