Ferrari: Singapore vuol dire vergogna

La Ferrari colleziona un'altra figuraccia sul tracciato di Singapore

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    Ferrari e Singapore non vanno d’accordo. Meno male che l’edizione 2008 del GP notturno per antonomasia è stata sconvolta dal caso Renault. Altrimenti sarebbe passata alla storia per il bocchettone di Felipe Massa. In quello del 2009, poi, niente riscatto: anzi, Raikkonen e Fisichella vagano anonimamente.

    FERRARI. Sono due su due i GP di Singapore dai quali la Ferrari esce con un bilancio pessimo. Umiliante. Dicevamo, nel 2008 andò in scena in mondovisione la gaffe al pit stop con Felipe Massa che partiva portandosi dietro il bocchettone (a conti fatti, lì s’è giocato il mondiale…). Ieri, anno 2009, le Rosse di Maranello hanno pensato bene di non farsi neanche vedere dalle telecamere, riuscendo a malapena a sfiorare la zona punti con il solo Kimi Raikkonen. Andrà meglio la prossima volta? Mah, il terzo posto nel mondiale costruttori traballa.

    KIMI RAIKKONEN. “Non potevamo fare di più - ammette il finlandese – La macchina scivolava dovunque e non avevamo aderenza. Nell’ultima parte, con le gomme più morbide, la situazione è un po’ migliorata ma era ormai troppo tardi”. Nel finale, grazie ale gomme morbide, Raikkonen è riuscito a rimontare ma si è dovuto bloccare dietro a Nakajima:“Ho cercato di azzardare il sorpasso ma qui è davvero difficile passare una macchina a meno che chi ti sta davanti non faccia un errore”.

    GIANCARLO FISICHELLA. Anche il pilota romano, reduce da una prestazione ancor più deludente di quella di Raikkonen, lamenta la mancanza di aderenza della F60:“E’ stata una gara molto dura, sia dal punto di vista fisico che mentale. Non avevamo un passo all’altezza della Ferrari, dobbiamo prenderne atto. Abbiamo anticipato la prima sosta per cercare di tirarmi fuori dal traffico visto che ero praticamente bloccato dietro a Sutil – ha spiegato Fisichella - ma, anche a causa della neutralizzazione, la mossa non ha dato gli effetti sperati. Il KERS qui è stato meno un fattore rispetto a Monza: in partenza sono riuscito a superare una macchina e poi mi è servito più che altro per difendermi”.

    STEFANO DOMENICALI. E’ più realista del re il team principal Ferrari:“Onestamente non penso che potessimo fare molto di meglio. Quando su una pista con queste caratteristiche si parte così indietro in griglia è difficile riuscire a risalire la china”. Secondo Domenicali, l’aver fermato lo sviluppo della F60 a metà stagione sta facendo pagare il conto in questo finale di 2009 dove ci sono altri team che hanno continuato a spingere ed ora sembrano più competitivi della Rossa. “Quando abbiamo fatto questa scelta eravamo consapevoli che l’avremmo pagata sempre di più man mano che la stagione si avviava alla fine ma ciò non vuol dire che ci arrendiamo - ha sottolineato il capo della Gestione Sportiva – ci restano tre gare e le onoreremo con il massimo impegno perché vogliamo fare di tutto per finire al terzo posto nella classifica Costruttori”.