Ferrari: super motore contro gomme morbide

Ferrari: super motore contro gomme morbide

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    Ferrari: super motore contro gomme morbide

    Come se non bastasse il ritardo in classifica di Kimi Raikkonen, a dare una bella mazzata alle speranze Ferrari in vista del GP del Brasile, ci i è messa anche la Bridgestone che ha deciso di portare le mescole più morbide per il tracciato di Interlagos. Per controbattere questo handicap, a Maranello hanno portato un supermotore che durerà solo un Gran Premio.

    “Negli ultimi test – ha spiegato Luca Baldisserri – abbiamo provato qualcosa di nuovo nel motore, qualcosa che normalmente viene utilizzato per due gare, mentre in questo caso utilizzando il propulsore per una gara soltanto, e’ facile immaginare che probabilmente disporremo di una maggiore potenza in termini assoluti, pur se cio’ rappresenta sempre un rischio in termini di affidabilita”.

    Basterà? Assolutamente no. Le limitazioni alle modifiche dei motori non consentono miracoli e anche spingendosi un po’ oltre (nei limiti del lecito), non si riusciranno mai a compensare quei benefici che danno le gomme supermorbide alla McLaren, quantificabili nell’ordine di mezzo secondo abbondante.

    Il problema per la F2007 è soprattutto sul giro secco. Ma anche il passo di gara ne risente se si considera che proprio in quei Gran Premio dove sono state utilizzate le mescole supermorbide, le frecce d’argento hanno ottenuto le loro vittorie più facili.

    “La Bridgestone ha scelto di portare gomme morbide e super morbide – ha confermato Baldisserri – Questa, ad essere onesti, non e’ la nostra opzione preferita, perche’ lungo tutto il corso della stagione, abbiamo avuto le maggiori difficolta’ con quelle due mescole. E sapete quanto siano importanti gli pneumatici nella performance di una vettura, e se non si e’ in grado di utilizzarli al meglio delle loro prestazioni, si possono perdere facilmente decimi preziosi. Dopo la gara di Budapest, comunque, abbiamo lavorato molto su questo e credo che abbiamo individuato il problema.”