Ferrari: un amico di nome Bernie

La Ferrari vede arrivare in suo soccorso Bernie Ecclestone nella lotta contro Max Mosley e la FIA per il tetto ai budget della Formula 1

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    Nello scontro verbale tra la Ferrari di Montezemolo e la FIA di Max Mosley sulla vicenda del tetto ai budget, sbuca fuori Bernie Ecclestone. Il detentore dei diritti commerciali della Formula 1 cerca di fare da pacere ed assicura che, al termine della trattative, ci sarà soddisfazione da ambo le parti.

    FERRARI CONTRO FIA. La storia è nota. La riassumiamo per i più distratti. La Federazione anticipa che dal 2010 ci sarà un limite di spesa per i team di Formula 1 fissato in 40 milioni di Euro. Considerando che ad oggi ne vengono spesi fino a 200, la proposta viene vista come un’inaccettabile provocazione dalle squadre con ampie disponibilità economiche, desiderose di darsi battaglia senza confondersi con quelli che a malapena arrivano a fine campionato (per non dire a fine mese, vedi il caso della Super Aguri che non ha finito la stagione 2008). Per dare un segnale chiaro, il presidente della Ferrari nonché primo rappresentante della FOTA (l’associazione dei team di F1) minaccia Mosley dicendogli apertamente che la Ferrari può accettare quasi tutto, ma non tutto. E che se le condizioni nelle quali è costretta a competere dovessero diventare inadeguate, potrebbe persino pensare al ritiro. Apriti cielo. Anziché comprensione, dalla FIA arriva lo scontro. “Se ne vogliono andare, facciano pure” è in sostanza il Mosley-pensiero.

    BERNIE ECCLESTONE. Preoccupato per la scarsa capacità di trattativa espressa dall’amico Max, ci pensa Bernie Ecclestone ha calmare le acque.“Sembra che tutti siano favorevole al budget fisso” ammette il boss della FOM che ricorda come tale soluzione potrebbe essere accolta anche dalla Ferrari a patto che abbia dei contorni tali da non creare un campionato diviso in due categorie, vale a dire quelli che lo rispettano e non hanno limitazioni e quelli che non lo rispettano e non possono fare ricerca. “Il problema con Max – prosegue Ecclestone - è che non riesce, come in passato, a infiocchettare le cose con un nastro rosa. Mette le cose in una scatola di cartone e la chiude con uno spago. Non dovresti consentire a Max di cominciare un dibattito o una discussione. E’ scaltro, non puoi vincere. E anche se vinci, ti ritrovi nel pubblico senza il microfono: tu puoi dire qualcosa di intelligente, ma io non ti do il microfono. È semplice”. Per questi motivi, la presenza di un mediatore nato come lo zio 78enne potrebbe, una volta tanto, aiutare davvero la F1. Secondo alcuni, una soluzione praticabile sarebbe quella di cominciare con un budget più alto, in modo tale da non scontentare nessuno. E farlo scendere gradualmente da qui al 2012.