FIA: scacco matto alla GPMA

Avevamo già anticipato che la Federazione stava mettendo in piedi una strategia infallibile per sconfiggere i team “prepotenti

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    Max Mosley

    Avevamo già anticipato nei mesi scorsi che la Federazione stava mettendo in piedi una strategia infallibile per sconfiggere i team “prepotenti” della GPMA. Così come prevedibile – a pochi giorni dalla scadenza dell’ultimatum – Renault, BMW, Mercedes, Toyota e Honda hanno firmato il nuovo Patto della Concordia.

    Per far valere i loro diritti i cinque team della GPMA erano arrivati persino a minacciare di dar vita ad una nuova serie alternativa in competizione con la Formula 1. Il loro elevato numero era la loro forza.

    Senza perdersi d’animo, però, la Federazione ha portato dalla sua il maggior numero possibile di team ed ha stretto dei solidi legami con una serie di nuovi soggetti pronti ad entrare dal 2008.

    Così, Max Mosley ha reso la minaccia dell’eventuale partenza dei 5 costruttori un problema di minore gravità. Conscio della propria forza, poi, il presidente della FIA ha compiuto l’ultima mossa decisiva: ha fissato al 31 marzo prossimo il termine entro il quale poter firmare l’accordo e, conseguentemente, poter partecipare alla discussione dei nuovi regolamenti.

    A quel punto la GPMA non poteva far altro che accettare il nuovo Patto. E così è stato.

    Ora mi chiedo: se quei cinque marchi se ne fossero andati, la F1 ne avrebbe sentito per molto la mancanza?

    La McLaren ha avuto una storia grandiosa anche senza Mercedes. La Renault ha vinto il suo primo mondiale lo scorso anno, per il resto ha fatto soprattutto ottimi motori. Stesso discorso sui propulsori va fatto anche per Honda e BMW. Quanto alla Toyota, ad oggi non ha ancora fatto vedere praticamente alcunché.