Flavio Briatore, vittima di un complotto

Flavio Briatore è stato vittima di un complotto

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    Flavio Briatore lascia la Formula 1 poiché vittima di un complotto. Avevamo già analizzato alcuni punti oscuri della vicenda. Ora, con le nuove indiscrezioni uscite, abbinate alla voglia di vendetta di due personaggi come Max Mosley e Nelson Piquet, per motivi diversi, abbiamo una mezza conferma.

    FLAVIO BRIATORE. Metti insieme i pezzi e non hai una certezza. Ma una mezza conferma che basta e avanza. Soprattutto una volta che hai capito come gira il mondo, questo pazzo mondo della Formula 1, da qualche anno a questa parte. Flavio Briatore ha pestato i piedi a troppe persone. Ironico a dirsi da uno come lui abituato a fare un po’ quello che gli pare. E piace. Ma guai a toccare i soldi intesi come nascita della FOTA e voglia da parte dei team di farsi i diritti commerciali del Circus in proprio o giù di lì. Ecco, quindi, che Bernie Ecclestone si ribella e trova in Nelson Piquet padre un grande alleato. Da lì a tirar dentro Max Mosley il passo è breve. A maggior ragione se si crede che il boss della FIA abbia individuato nell’italiano il mandante dello scandalo a luci rosse che gli ha letteralmente devastato l’esistenza.

    NELSON PIQUET. Come in tutte le grandi guerre, ci vuole una scintilla per dare via alle danze. Questa porta il nome di Nelson Piquet. Padre e figlio, insieme. Il complotto ed il conseguente scandalo non stanno nell’eventuale truffa di Singapore ma in quello che è successo dopo che, se possibile, è ancor più grave. Nelson Piquet decide dopo due mesi di raccontare la storiella a Charlie Whiting ma la Federazione lo ignora in quanto non ci sono prove. Il brasiliano chiede allora aiuto a Bernie Ecclestone che comincia a pensare ad un modo per venirne a capo. Max Mosley è della partita. Si analizzano le carte, si lascia cuocere a fuoco lento e poi, una volta licenziato Piquet Jr, si parte.

    RENAULT. Il punto è che paiono tutt’ora non esserci prove sufficienti per schiacciare Briatore, Symonds e la Renault tutta. Il punto è che tutt’ora non si è capito se Flavio Briatore è vittima o carnefice. O tutte e due. Una cosa è certa: la FIA ha una giustizia tutta sua. La Renault l’ha capito bene e per evitare pesanti sanzioni, praticamente scontate se Briatore fosse stato difeso e lasciato al suo posto come avverrebbe in qualunque altro tribunale, ha tagliato la testa, l’ha messa in un piatto d’argento e l’ha servita così come richiesto. E siccome lui, Briatore, pur tra tanti difetti, ha il grande pregio di sapere come si sta al mondo. Ha fatto in fretta le valigie.

    Morale: a volte si vince, a volte si perde; a volte si frega, a volte si è fregati.