Formula 1 2008, guida al volante: tra pulsanti e manettini i piloti tornano all’antico

Formula 1 2008, guida al volante: tra pulsanti e manettini i piloti tornano all’antico

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    Il 2008 sarà l’anno del ritorno dei piloti di F1? Limitati a fare delle misere comparsate, sballotati tra monoposto ultracomputerizzate, con l’abolizione degli aiuti elettronici potranno diventare di nuovo protagonisti. Abbiamo parlato con loro di questo e ci siamo fatti spiegare come funziona il volante di una Formula 1. E’ lui, infatti, il simbolo di questa nuova era.

    Per avere delle reali limitazioni ell’elettronica ed impedire, a differenza del periodo 1994-2001, che i team trovassero il modo per nascondere le loro tecnologie, la Federazione è stata costretta a intrdurre una centralina standard. Si tratta di una specie di scatola nera, intoccabile.

    La più evidente conseguenza di ciò è stato il pensionamento dei vari volanti strapieni di funzioni manettini e mappature per fare spazio a comandi più essenziali, agili e soprattutto uguali per tutti. Almeno in teoria. Di sicuro non vedremo più:

    • Grandi schermi (il display è uguale per tutti e le squadra possono solo scegliere se posizionarlo sulla scocca come la McLaren o sullo sterzo come la Ferrari)
    • Pulsante TC (Traction Control)
    • Pulsante CBC (Corner by corner) vale a dire la funzione che consentiva di impostare una regolazione apposita per ciascuna curva durante il giro di pista.

    Partendo da in alto a sinistra e andando in senso antiorario vediamo le funzioni dei comandi principali

    • 10 (vedi anche 1 dal lato opposto) serve per scorrere tra le funzioni del menu
    • N (Neutral) inserisce la folle
    • OV (overdrive) consente un fuorigiri per accrescere la potenza di breve durata
    • Bf (Bitepoint finder) serve per impostare il punto di stacco della frizione, utilizzato soprattutto al termine del giro di formazione e prima della partenza
    • Pump per azionare la pompa ausiliare
    • In, Mid, Exit controlli per il differenziale in entrata, percorrenza e uscita dalla curva
    • R retromarcia
    • Tyre serve per adattare il funzionamento del motore in base alle gomme utilizzate (da asciutto, da bagnato, intermedie)
    • Mix settaggio carburazione
    • Ped settagio risposta del pedale dell’acceleratore
    • Radio per parlare con il box
    • L limitatore di velocità
    • Rev settaggio regime cambiata marcia

    Come l’hanno presa i piloti? Non c’è intervista nella quale non venga chiesto loro un’opinione sull’assenza del traction control. Conoscendo le caratteristiche di guida di ciascuno e unendo le dichiarazioni dei diretti interessati con ciò che “dicono di loro” gli ingegneri, proviamo a fare il punto della situazione.

    • 1. Kimi Raikkonen – Tranquillo. Rilassato lui lo è sempre. Pure quando la sua monoposto lo lascia a piedi senza motivo e vede sfumare l’ennesimo titolo mondiale. Pure quando Massa gli toglie la pole position all’ultimo secondo utile. Pure quando vince il titolo di campione del mondo. Rilassato. Rilassato pure quando scopre che di tutti quei manettini che Michael Schumacher aveva voluto sulla monoposto, ora ne resteranno “solo 23″:“Alcuni li uso a malapena una volta all’anno. Non penso che ci saranno problemi di adattamento. E, comunque sia, la situazione è uguale per tutti per cui cono molto tranquillo”. Al di là dell’attitudine mentale, anche lo stile di guida di uno che non ha mai amato un retrotreno che sbanda, dovrebbe rendere l’adattamento del finlandese piuttosto naturale.
    • 2. Felipe Massa - Nostalgico. E’ uno di quelli che fa scivolare la vettura sulle quattro ruote. Il controllo non gli manca, ma il rischio è quello di usurare troppo gli pneumatici:“Avrei preferito che si potesse continuare a spingere a fondo. Prima l’acceleratore era come un pulsante on-off e al resto ci pensava l’elettronica”. Motivazioni e voglia di mettercela tutta sono al top. Vedrete che anche il pilotino si farà trovare pronto.
    • 3. Nick Heidfeld - Tedesco. Pilota teutonico su macchina bavarese di origini svizzere = guai a sbagliare i calcoli. Heidfeld non ha nessuna intenzione di mettersi in discussione. Le ultime sue annate hanno convinto anche i più scettici. Il ragazzo va:“Tutti ci dobbiamo adattare. Non credo che alla lunga ci saranno differenze con prima. L’importante è che la macchina faccia i progressi sperati”. La sua unica preoccupazione si chiama BMW.
    • 4. Robert Kubica – Sfrenato. Ritarda l’inserimento in curva persino più di Alonso. Ha già dimostrato di sapersi adattare alla grande al difficile passaggio da Michelin a Bridgestone per cui, se pur a malincuore, farà altrettanto quest’anno:“Ad ogni pilota piace andare al massimo e io sono uno di quelli che vorrebbe tenere il gas sempre spalancato. Adesso dovrò fare più attenzione, ma siamo professionisti e siamo in grado di adattarci ad ogni situazione”. E’ deciso, è convinto che questo sarà l’anno della consacrazione.
    • 5. Fernando Alonso – Camaleonte. Dove lo metti sta. Dopo aver preso una McLaren in crisi e con gomme per lui sconosciute e aver trovato il bandolo della matassa, ora deve replicare il miracolo con una Renault da ricostruire e una modifica che non si addice certo al suo stile di guida- Lo spagnolo preferisce una macchina sovrasterzante soprattutto in uscita dalle curve ma, ancor di più, preferisce vincere. Quindi? preoccupato, macché:”C’è da lavorare, è ovvio, ma dopo il primo giorno ho già capito alcune cose e nei giorni seguenti penso di essere già arrivato vicino al limite. E’ più difficile, semmai, mantenere lo stesso ritmo per molti giri e senza errori. Ma si tratta solo di allenamento. Tra un paio di mesi verrà tutto naturale e non mi ricorderò neanche come si faceva quando c’era il TC”.
    • 9. David Coulthard – Pavido. Il nonnetto dove lo metto? A David Coulthard sale la paura all’idea di scendere in pista senza TC su una pista bagnata. La colpa è dei motori di adesso, molto meno guidabili di quelli pre-2001:“Ho guidato per molti anni senza TC ma devo dire che in queste condizioni sarebbe pericolosissimo andare su una pista bagnata. La Federazione dovrebbe intervenire!”. Qualcuno ha provato a dirgli che se non la sente non c’è niente di male ad andare in pensione, ma lui ha risposto stizzito:“Voglio rispetto! Alcuni di questi ragazzi dovrebbero ricordarsi che hanno giocato nelle loro camerette con le macchine di F1 che io guidavo per correre”. Se non è senilità questa…
    • 11. Jarno Trulli - Agguerrito. Come ogni inizio stagione la Toyota parte con i buoni propositi. Come ogni inizio stagione Jarno ci crede. Ha esperienza e talento. Se la macchina fosse quantomeno decente potrebbe dare qualche lezione di guida:“Finalmente il pilota può tornare a dire la sua. Sono contento di questa novità perché con l’abilità si potrà anche rimediare a qualche pecca della macchina”.
    • 21. Giancarlo Fisichella – Ripescato. Fisico è alla ricerca del riscatto. Contro chi l’ha scaricato e contro chi lo ritiene già finito. Potrebbe rinascere dalle proprie ceneri se non per spiccare un nuovo volo, quantomeno per uscire a testa alta. Anche lui farà leva sull’esperienza, Force India permettendo:“Credo che sarà in grado di far avanzare questo team. Ci vuole pazienza, ma la possibilità di metterci del mio grazie all’assenza del TC mi rende ottimista. Quest’anno non passerò inosservato”.
    • 22. Lewis Hamilton - Sottopressione. Fare bene è difficile. Riconfermarsi ancora di più. Ha molte responsabilità Lewis e un talento naturale che lo rende capace di tutto:“Guidare sul bagnato è divertente ma maledettamente più difficile. Ci vuole molta più attenzione”. Dovrà essere concentrato al massimo. Il suo pericolo non è la prestazione pura ma la costanza. Più errori dei rivali fino ad ora nei test. E la memoria torna all’Hamilton pasticcione della GP2 series: anche lì non c’era il TC. Sempre lì, però, ha vinto, stravinto, rimontato, dominato, incantato, imbarazzato i rivali. Nonostante più di un black-out.
    • 23. Heikki Kovalainen - Apprendista. Proseguono a grande ritmo e con eccellenti risultati le lezioni di McLaren per l’ultimo arrivato. I suoi punti di forza sono la costanza di rendimento e il lavoro duro. Sembra un gregario di lusso perfetto. Chissà che non riesca a trasformarsi in cigno. Sarebbe l’uomo dell’anno. Almeno per una parte di pubblico molto poco british…