Formula 1 2010: nuove piste all’orizzonte

La Formula 1 cambia e si evolve

da , il

    La temuta scissione tra FOTA e F1 non c’è stata. Nel tentativo di dare una forma all’eventuale campionato alternativo, però, si sono fatti tanti nomi di nuovi circuiti che avrebbero potuto ospitare i bolidi del Circus. Nomi che, tra smentite, conferme e ritirate, restano comunque da valutare.

    CALENDARIO F1. E’ uscita nei giorni scorsi, in piena guerra FIA-FOTA, una bozza di calendario “alternativo” a quello della Formula 1. Lì c’erano circuiti che non solo potremmo definire interessanti ma che hanno sicuramente messo in moto la fantasia degli appassionati. Adesso, a guerra finita, riteniamo che non sia tutto da buttare e che certe proposte possano essere concreti spunti di riflessione per capire verso quali nuove mete dovrebbe virare la F1 guidata dalla FOTA. Tra le tante opzioni, riprendiamo le più originali:

    • Buenos Aires (Argentina);
    • Mexico City (Messco);
    • Portimao (Portogallo);
    • Imola (San Marino – Italia);
    • Lausitzring (Germania);
    • Helsinki (Finlandia);
    • Adelaide (Australia).

    GRANDI RITORNI. Secondi i grandi marchi presenti in Formula 1, non esiste che il Circus si dimentichi dell’America. Ecco serviti quindi, nuovamente, Indianapolis e Montreal. Giusto per non perdere tempo. La promessa è duplice: da una parte, negli Stati Uniti, si attende l’OK per una nuova location tra New York e Las Vegas che dia un’ulteriore spinta promozionale alla F1 stelle e strisce; dall’altra c’è il tracciato canadese da risistemare per evitare che ritornino fuori i problemi di asfalto che hanno afflitto l’edizione 2008. Restando nel Nuovo Continente ma scendendo verso sud ci sarebbero nel taccuino delle squadre il veloce tracciato di Mexico City e l’impianto di Buenos Aires, in Argentina, che vide per l’ultima volta i bolidi della massima categoria motoristica nel 1998. Cambiando parte di mondo, invece, stuzzica ancora il nome della città australiana di Adelaide, così come non tramonta mai il sogno di riportare la Formula 1 nelle vicinanze di San Marino, ad Imola, in un tracciato profondamente rivisitato che sta lentamente ritornando uno dei punti di riferimento dell’automobilismo mondiale.

    CIRCUITI INEDITI. Perché mettere limiti alla fantasia? Il circuito dell’Algarve nei pressi di Portimao è uno spettacolo. I team lo hanno conosciuto ed apprezzato per la prima volta nei test invernali di inizio 2009. L’ultima edizione del GP del Portogallo risale al 1996 con l’Estoril. Ancor più stravagante è l’ipotesi Helsinki. La Finlandia regala sempre grandi protagonisti alla Formula 1 e meriterebbe un suo Gran Premio sebbene questa proposta sia spesso nominata per poi non veder mai la luce. In Germania, infine, stuzzica l’Eurospeedway del Laustizring con la folle idea di far correre le vettura sul circuito ovale. Ovale all’europea.

    GP DI ROMA. Aggiungiamo alla lista, guardando un po’ più avanti, verso il 2012, il circuito di Roma. Il Gran Premio delle Capitale non influirà minimamente su Monza, casomai su Imola. Ciò che impressione è la determinazione con la quale la macchina organizzativa si sta muovendo. Da semplici chiacchere alla presentazione in Campidoglio di un progetto concreto è passato un lasso di tempo ridottissimo. Ed adesso ci troviamo il Sindaco che parla come se tutto fosse già sistemato:“Abbiamo calcolato che la candidatura della Capitale come sede del Gran Premio potrebbe portare un indotto di un miliardo di euro all’anno, una ricaduta estremamente considerevole. Per questo dobbiamo fare in modo che questa candidatura vada in porto e non diventi oggetto di sfida tra favorevoli e contrari alla Formula 1″ ha recentemente ribadito Gianni Alemanno.