Formula 1 2012: identikit del pilota perfetto

Formula 1: ecco l'identikit del pilota perfetto

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    Come descrivere il pilota perfetto? Forse il modo migliore è quello di prendere la lista dei partecipanti al mondiale 2012 di Formula 1 per estrarre, dai professionisti della massima categoria motoristica internazionale, le loro caratteristiche salienti. Così abbiamo fatto. Abbiamo preso il meglio del meglio dai vari Sebastian Vettel, Fernando Alonso, Lewis Hamilton, Jenson Button, Michael Schumacher, Kimi Raikkonen ed abbiamo creato… un mostro! Un mostro di bravura. Ovviamente.

    Pole position: Sebastian Vettel

    Il pilota perfetto non può non avere la freddezza di Sebastian Vettel sul giro secco. Nel 2011 ha siglato il record di pole position stagionali. Anche negli anni precedenti ha dimostrato una capacità unica di concentrazione. Buona la prima. Anche quando non ha avuto modo di guidare a lungo la vettura nelle sessioni di prove libere, è sceso in pista ed ha stampato il miglior tempo. In tutta la sua carriera Sebastian Vettel ha dimostrato di essere, prima di tutto, un fenomeno delle qualifiche.

    Costanza e lucidità: Fernando Alonso

    E’ un mastino. Un martello. Sa spingere per un Gran Premio intero come se fosse sempre in qualifica. Durante l’intera stagione, il suo rendimento è costantemente ai massimi livelli. Mai un appannamento. E se inciampa, non demorde. Morde più forte di prima. Per la gioia del suo team che su di lui può costruire granitiche certezze. Fernando Alonso è uno dei rari talenti che sanno guidare con una cattiveria agonistica fuori media ma al tempo stesso tenere in mano la calcolatrice. Sa sempre fare la cosa giusta al momento giusto. Massimizza il potenziale a propria disposizione.

    Opportunismo e intelligenza: Jenson Button

    Per certi versi simile ad Alonso, Button dà il meglio di sé quando la situazioni sono ingarbugliate. E’ il primo a capire quando è il momento giusto per cambiare le gomme. E’ il migliore a sfruttare un’indecisione dell’avversario. Lavora con il team e sa sviluppare la macchina come pochi. In McLaren, nonostante abbiano già un fenomeno come Hamilton, è a Button che vogliono fare un monumento.

    Talento puro: Lewis Hamilton

    Se non ci fosse, andrebbe inventato. E’ genio e sregolatezza. E’ spettacolo assicurato. Soprattutto, è l’unico pilota di Formula 1 capace di rendere possibile l’impossibile. Non si contano più i suoi sorpassi incredibili, le sue manovra al limite della correttezza. E le sue scorrettezze. I suoi sbagli. I suoi colpi di testa.

    Esperienza: Michael Schumacher

    In altri tempi, sarebbe bastato fare il nome Schumacher per comprendere buona parte delle caratteristiche raccolte in questo articolo. E’ suo il record di pole position. E’ lui che ha inventato il concetto di pilota martello. E’ lui che ha furoreggiato con strategie geniali. E’ anche per queste ragioni che nessuno può vantare tanta esperienza quanto quella dell’uomo dei record.

    Freddezza: Kimi Raikkonen

    Cito un episodio su tutti: GP del Canada 2008. Kimi Raikkonen è in testa alla gara fermo in corsia box quando viene clamorosamente tamponato da Lewis Hamilton. Il finlandese deve ritirarsi e con molta probabilità dire addio alle speranze di confermarsi campione del mondo di F1. Chiunque al suo posto avrebbe inveito contro quel pazzoide del pilota McLaren. Raikkonen no. Resta calmo. Resta freddo. Un eroe.

    Sorpassi: Kamui Kobayashi

    Non è un campione affermato. Ma Kobayashi merita una citazione. Non ha l’assillo della classifica mondiale per cui può permettersi manovre anche più rischiose dei suoi colleghi. Nel corso delle sue due stagioni di Formula 1 ha mostrato una sensibilità unica nell’attaccare l’avversario. Prepotente quando serve. Chirurgico preferibilmente. Non è un nipponico tipico. E’ un super giapponese.

    Coraggio: Robert Kubica

    Ultima citazione che vale anche come augurio è per un pilota al momento affaccendato in ben altre più serie questioni. Il coraggio di Robert Kubica è da Oscar. E’ uno di quelli che su un mezzo a motore ha picchiato varie volte il capoccione. Ma non si è mai tirato indietro. E’ sempre tornato in pista. Lo farà anche stavolta perché vuole e deve dimostrare a tutti che la sua dote migliore non è il coraggio. Ma la velocità.