Formula 1 2013: il Pagellone di fine anno! [FOTO]

Avete digerito il mondiale 2013 di Formula 1? Bene! Allora siete pronti a leggere e commentare le pagelle di fine anno di Derapate

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    Avete digerito il mondiale 2013 di Formula 1? Bene! Allora siete pronti a leggere e commentare le pagelle di fine anno di Derapate.it. La roba è seria – non seriosa – perché, tanto che siate superespertoni o scrutatori occasionali del mondo delle 4 ruote a motore, con questo nostro lavoro sentiamo il bisogno di darvi qualche decisivo spunto di riflessione/discussione per la prossima conversazione che farete al bancone del bar o di fronte alla macchinetta del caffé nella sala break del vostro ufficio. Smaltite le premesse, buona lettura!

    Voto 10: Adrian Newey

    Che sia Adrian Newey l’eroe dell’anno lo dimostra un dato importante: Sebastian Vettel ha iniziato a dominare la scena da quando, dopo la pausa estiva, la Red Bull RB9 ha fatto un decisivo salto di qualità sul fronte delle prestazioni. E di chi pensate che sia il merito? Adrian Newey non è solo un uomo. Non è solo un genio. E’ un vero enigma. Un mistero insolvibile tanto che persino Giacobbo non ha mai tentato di studiarci su qualcosa. Di questo ha senso parlare. Il tecnico britannico ha evidentemente fatto un patto col diavolo. Non è possibile pensare che si possa essere così tanto vincenti e così a lungo in uno sport dove le nozioni necessarie per stare sulla cresta dell’onda cambiano continuamente, dove i mezzi e le prestazioni sono sempre tirate al limite dell’inimmaginabile e dove si ha a che fare con gruppi di lavoro composti da decine e decine di cervelli.

    Voto 9: Sebastian Vettel

    Detto di Newey, tocca dare il giusto tributo anche a Sebastian Vettel. Qui non si sta parlando di banali numeri e non si vogliono fare i soliti versi del tipo “con quella macchina Alonso doppiava tutti”. Qui si devono fare altre considerazioni che, come nella miglior arte retorica, altro non sono che domande. Che interessa ha un team ultravincentee supertecnologico come la Red Bull a coccolarsi un pilota che non sia un vero talento? Chi meglio dei bibitari, che conoscono tutto di lui comprese le telemetrie, ha senso ascoltare per sapere quanto sia forte? Perché, dopo anni di snobismo, persino Fernando Alonso e Michael Schumacher hanno ammesso che questo ragazzino è un vero talento? Uno sportivo con un’insaziabile fame di vittorie come Vettel, non è per caso paragonabile ai più grandi campioni dello sport in genere? Fateci sapere la vostra opinione ma non ragionate solo da tifosi. Provate a vestire i panni degli storici.

    Voto 8: Pirelli

    Come? 8 alla Pirelli? Calma, non siamo impazziti. Il voto è provocatorio ma il ragionamento è da leggere. Innanzitutto scagioniamo la Pirelli dai pasticci delle forature e dei test segreti affermando, semplicemente, che la colpa di tutto ciò è della FIA che vieta i test durante la stagione. Dopodiché, passiamo al contrattacco. Se non riuscite ad immaginarlo, fidatevi: senza le gomme fragili e complesse che la Pirelli ha portato in pista, avremmo assistito a 15 Gran Premi sui 19 in calendario di noia assoluta. Nel bene o nel male, il gommista italiano è stato l’artefice del miglior spettacolo che la Formula 1 abbia saputo offrire. Questo non si discute. In mezzo ad un mare di critiche, talvolta giuste, talvolta no, dei meriti glieli dobbiamo.

    Voto 7: Mercedes

    La Mercedes quest’anno ci è piaciuta. Il secondo posto nel mondiale costruttori è meritato. Con o senza test segreto con gomme Pirelli. Sono stati scorretti? Mah, forse sono stati solo più furbi. Il voto 7 vale anche per Lewis Hamilton e Nico Rosberg. L’inglese ha avuto il coraggio di voltare pagina con il passato ed ha dimostrato di sapersela cavare alla grande. Il tedesco, dopo aver ridimensionato un certo Michael Schumacher, ha retto alla grande il confronto con uno dei talenti più cristallini della Formula 1 attuale.

    Voto 6: Alonso

    Non si può bocciare l’annata di Fernando Alonso. Si è fatto una stagione da leone in gabbia. L’ennesima. Ha sbagliato qualcosina in pista, soprattutto all’inizio quando la macchina era molto competitiva, così come l’ha fatta fuori dal vaso quando si è trattato di aprire bocca. Il ragionamento, però, è semplice. Nel DNA del campione c’è l’essere cannibale (vedi Vettel) e c’è l’essere intrattabile quando perde. Lo capiamo. E non osiamo immaginare cosa sarà in grado di fare se nel 2014 avrà una macchina da prima fila. Questo ragazzo ha accumulato una tale fame che, se ne avrà l’occasione, non lascerà neppure una briciola agli avversari.

    Voto 5: Lotus

    Proprio perché rispettiamo al massimo la Lotus, riteniamo che la stagione 2013 della scuderia di Enstone sia stata non sufficiente. Di poco. Con una macchina così forte, chiudere al quarto posto nel mondiale è decisamente troppo poco. La colpa è dei piloti? Non certo di Raikkonen visto il gran risultato personale fatto in classifica. C’entra Grosjean? Perché, allora, confermarlo? Il punto è che manca una decente organizzazione in fabbrica (vedi la non chiarezza su eventuali nuovi investitori in arrivo così come gli stipendi non pagati) e nel box (vedi i tanti errori di strategia che sono spesso costati posizioni importanti). L’ingaggio di Maldonado, inoltre, non fa ben sperare per il 2014.

    Voto 4: Paddock Girls

    Poche parole: le paddock girls stanno alla Formula 1 come il cacio ai maccheroni! Ma da qualche anno sembra proprio che la Formula 1 perda colpi! Il paragone con le gnocche della MotoGP è perso in modo quasi imbarazzante. Pure quello con il WTCC. Eh sì. Anche rispetto al passato della stessa categoria regina delle quattro ruote registriamo un netto calo di qualità. Passino i paesi arabi nei quali c’è poco da tenere scoperto. Passino le gare asiatiche con ragazze dritte come manici di scopa. Ma anche altrove non si vede niente di galattico! Solo qualche sponsor riesce ogni tanto a far comparire nel retrobox un essere superiore (per la gioia dei meccanici che, però, poi, sbagliano il pit stop…). Forza Bernie, d’accordo che sei ormai fuori dal gioco, ma vedi di alzare un po’ la media chiamando a raccolta qualche amichetta tua! O di Tamara…

    Voto 3: Marko

    E’ il terzo uomo Red Bull nel nostro pagellone. Ci sta. Sono loro che hanno monopolizzato la stagione. Helmut Marko, però, non merita la promozione. Per due ragioni: se sei un talent scout non puoi vivere di rendita per aver scoperto Sebastian Vettel. Probabilmente, persino io sarei stato in grado di notare il tedeschino quando, ancora brufoloso, si dava da fare nei kart! Per il resto, il vivaio dei bibitari ha prodotto zero fenomeni. Vedremo Ricciardo all’esame di maturità del 2014. La seconda ragione che ci porta a bocciare Marko è il suo atteggiamento. La Red Bull sfrutta la Formula 1 come efficacissimo veicolo di marketing e pubblicità. Se uno degli uomini chiave all’interno del box passa l’annata a dimostrarsi l’antipatico del Circus con dichiarazioni negative sugli avversari e persino su uno dei suoi due piloti (vedi ruggini con Webber), significa che non sta facendo bene il suo lavoro.

    Voto 2: McLaren

    Al mondo d’oggi ci si prende il lusso di avere poca memoria. Tutti ci siamo “dimenticati” che nel 2012 la McLaren ha chiuso la stagione quasi allo stesso livello della Red Bull. Si è presentata, invece, ai nastri di partenza del 2013 come una delle ultime del lotto credendo di aver prodotto un grande progetto ma con qualcosa da sviluppare. Ha poi provato a recuperare ma vanamente. Non è questo il miglior modo per festeggiare 50 anni di gloriosa storia. Anzi: il peggiore! Che senso aveva fare questa gran rivoluzione tecnica nello scorso inverno ben sapendo che 12 mesi dopo sarebbe stato comunque tutto da rifare visto il cambio regolamentare del 2014? Anche l’ingaggio di Perez, preso e poi lasciato, dimostra che le idee non sono tanto chiare in quel di Woking.

    Voto 1: Massa

    Il voto “zero” dato alla Ferrari comprende anche l’aver insistito su Massa per un altro anno. Ora il brasiliano toglie il disturbo dopo essere stato massacrato da Fernando Alonso e aver impedito alla scuderia italiana di raggiungere il secondo posto nel mondiale costruttori. Persino nella sua pista preferita, quella di casa, quella di Interlagos, è l’unico a commettere l’errore di oltrepassare la striscia continua che delimita l’ingresso nella pit lane. La sua ultima gara sintetizza bene l’intera carriera. Sempre un “vorrei ma non posso”. Un “c’è mancato un pelo”. Un “ma che sfortuna!”. Secondo alcuni la Williams sarà una grande occasione per rinascere. Secondo altri, molti di più, sarà solo un passo in più verso il nulla cosmico.

    Voto 0: Ferrari

    A voler essere oggettivi, zero è un voto eccessivamente basso per la scuderia italiana. Ma serve per far passare un messaggio chiaro: la Ferrari non può approcciarsi ogni anno alla stagione entrante con la voglia di spaccare il mondo per poi rimangiarsi tutto ammettendo, placidamente, che si deve puntare al secondo post nel mondiale. Non è neppure possibile sentire da anni le solite affermazioni sui successi che “devono per forza arrivare” come se bastasse fare proclami altisonanti per poi raccogliere qualcosa in pista. Montezemolo e Domenicali sono un disco incantato. Alonso canta ogni tanto fuori dal coro e viene accusato di non essere uomo squadra. Forse lo è più lui dei suoi capi visto che è l’unico che ha il coraggio di dire quello che tutti i tifosi pensano!