Formula 1: 2017 sarà l’anno delle grandi rivoluzioni

Formula 1: i capi del Circus si riuniscono a Ginevra per trovare soluzioni alla crisi della F1

da , il

    Formula 1: scelto il 2017 come anno delle grandi rivoluzioni

    La Formula 1 sarà molto diversa rispetto a quella di oggi. Quella che vedremo dal 2017 in poi, s’intende. I team si stanno riunendo oggi a Ginevra per discutere di alcune importanti novità che garantiranno un solido avvenire a quella che tenta in tutti i modi di restare la categoria motoristica più importante del mondo. I rappresentanti del cosiddetto Strategy Group formato dai principali attori del Circus credono di aver ben individuato le criticità che portano la Formula 1 a soffrire. In sintesi, c’è da offrire maggiore spettacolo al pubblico garantendo un livello di costi accettabile per tutte le scuderie ma riuscendo anche a sfruttare la pista come campo privilegiato per lo sviluppo di soluzioni che abbiano un qualche ritorno sulle automobili di serie. Tutto ciò è veramente possibile?

    Nessuno ha la bacchetta magica. Altrimenti qualcuno ci sarebbe già riuscito negli anni scorsi visto che l’argomento è vecchio come il cucco e di cervelli all’opera sul tema se ne sono visti avvicendarsi tantissimi. Perché questa potrebbe essere la volta buona? Per nessuna ragione. Eccezion fatta per l’urgenza. La disaffezione del pubblico per la Formula 1 e le contemporanee difficoltà economiche che rischiano di vedere una griglia di partenza con sole 16 monoposto nel 2015, obbligano a trovare quel coraggio che spesso è mancato per perseguire soluzioni drastiche e talvolta difficili da accettare.

    Ciò che potrebbe uscire dalla riunione di oggi è un ritorno della F1 alle origini. Serve dare più fascino. Per meglio dire: serve ritrovare il vecchio fascino perduto. E allora? Allora si punta a macchine esteticamente più accattivanti, motori più potenti, cattivi e rumorosi che arrivino a 1200 cavalli. Gomme più grandi. Piloti più determinanti nel fare la prestazione e aerodinamica ridotta ai minimi termini. Non più aerei con le ruote. Ma macchine. Macchine da guidare per gente che ha pelo sullo stomaco! Tutto il resto è fuffa. O quasi. Il nodo più difficile da sciogliere riguarda la necessità di intervenire nuovamente sulle regole che riguardano lo sviluppo delle attuali power unit. Si pensa, ad esempio, a standardizzare alcune componenti chiave per contenere i costi e livellare le prestazioni fra costruttori. Ma chi, come Mercedes, ha investito una fortuna… come la prenderà? E chi, come Honda, ha fatto i salti mortali per avere un motore da F1 all’inizio del 2015, sarà pronta a ripartire di nuovo quasi da zero? E tutti queste manovre non portano a costi aggiuntivi che graveranno, comunque, anche sui team clienti che già fanno fatica oggi a restare a galla? Ai boss del Circus l’ardua sentenza. Segnare nel calendario la data del 2017, anziché un ben più ravvicinato 2016, potrebbe ammorbidire le posizioni di molti.

    Caterham e Sauber a rischio per il 2015

    A proposito di team di F1 in difficoltà, continuano le pessime sensazioni nei confronti di Caterham e Sauber. La scuderia con base a Leafield non ha trovato ancora un acquirente seriamente interessato e molti dei suoi dipendenti stanno cercando di trovare impiego nelle vicine factory di Williams e Lotus. La Sauber ha ingaggiato due piloti con la valigia da 50 milioni per ripianare i debiti ed ha dato il ruolo di terza guida al giovane Raffaele Marciello della Ferrari Driver Academy pur di avere uno sconto di 10 milioni sulla fornitura della power unit.