Formula 1: a chi non piace? Briatore e Porsche, ad esempio!

Non tutti amano la Formula 1! E' il caso di Porche e Flavio Briatore che ammettono platealmente di non essere più interessati a tornare nel Circus

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    Formula 1: a chi non piace? Briatore e Porsche, ad esempio!

    Non a tutti piace la Formula 1. Ci sono dei marchi e dei personaggi che di tanto in tanto, vuoi per i loro trascorsi, vuoi per possibili opzioni da tenere in caldo per il futuro, vengono accostati alla massima categoria motoristica. Non appena ne hanno l’occasione, però, costoro si sbrigano a prendere le distanze dal Circus. Oggi tocca a Porsche e Flavio Briatore. I primi negano di essere interessati a presentarsi come fornitori di motori. Il secondo liquida la Formula 1 come un affare non redditizio. E guarda altrove.

    Briatore: “Non ha senso tornare in F1″

    Nessuna squalifica pesa più sulla sua testa dopo il famoso scandalo del crash-gate del GP di Singapore 2008, esploso esattamente un anno dopo. Non per questo Flavio Briatore sente irrefrenabile il rischiamo della Formula 1:“Non ha senso tornare – ha dichiarato il geometra di Cuneo a F1 Racing – Oggi ho un figlio di tre anni, sono al lavoro 20 ore al giorno per varie imprese. Ho investimenti diversificati, situazioni diverse, sia qui che in America. Sono stato in Formula 1 per 20 anni, ho vinto sette campionati con due squadre diverse, ho scoperto due stelle nel dopo Senna: Schumacher e Alonso. Sono ancora perfettamente a conoscenza di quello che accade nel Circus e credo che in questo momento non abbia senso tornare neanche dal punto di vista finanziario”. Per rivedere Briatore all’opera, se non potete farne a meno, potete semmai beccarlo nella seconda serie del programma Tv “The Apprentice” che sta per vedere la luce.

    Porsche: “F1 scelta non logica”

    Anche la Porsche, dicevamo, fa un passo indietro rispetto alle voci che la collegavano alla Formula 1 come possibile nuovo fornitore di motori. Il celebre marchio sportivo preferisce investire sull’LMP1 con la motivazione che è lì, non nel Circus, che si riesce a trasportare tecnologia dalla pista alla strada. Questa l’opinione del capo del reparto Ricerca e Sviluppo, Wolfgang Hatz:“Porsche ha sempre voluto trasferire tecnologia dalle corse alle vetture di serie - ha dichiarato ad Autocar – due o tre anni fa abbiamo capito che che dovevamo tornare ad alto livello nel motorsport e, scegliendo tra sportscar e la Formula 1 abbiamo valutato che la F1 era un’alternativa non logica in quanto non è rilevante per le vetture stradali. Inoltre, c’è molta attenzione alla politica e alle gomme ma non tanta per motori e telai”.

    Honda e Toyota che fanno?

    Altri due grandi colossi che, invece, mostrano interesse per la Formula 1 ci sono e rispondono ai nomi di Toyota e Honda. Bob White della Renault, però, si dice scettico al riguardo:“Perché mai non hanno preso parte alle riunioni di programmazione?”, si chiede il tecnico dei francesi. “Non abbiamo mai ricevuto una richiesta in tal senso. Ci siamo sempre trovati solo noi insieme a Mercedes e Ferrari. Se volessero, sia Honda che Toyota potrebbero facilmente chiedere alla FIA il permesso di partecipare”, ha aggiunto. White ha anche spiegato che, agli inizi del nuovo progetto dei motori V6 turbo, molte case si sono affacciate ma nessuna ha retto alla distanza:“Quattro anni fa l’interesse è stato grande: Audi, Cosworth, Ilmor, Honda, Toyota, Mecachrome e altri. Ma ora siamo solo in tre. Non riesco a immaginare che un motorista voglia entrare nel 2015 senza aver avuto voce in capitolo sulle regole”, ha concluso l’uomo di Viry.