Formula 1 al paradosso: il duro Todt accusato di essere troppo “democratico”

Noto per i suoi modi autoritari, ora il presidente della FIA viene accusato di ascoltare troppi pareri e non prendere in mano l'iniziativa

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    Nel dibattito sulla crisi della Formula 1, emerge in questi giorni una costante. Da parte di molti addetti ai lavori viene sottolineato quanto un eccesso di democrazia non sia affatto utile a risolvere al meglio i problemi che attanagliano la categoria regina del motorsport. In effetti, per voler accontentare tutti, la Federazione Internazionale dell’Automobile finisce con il non riuscire a fare riforme serie. Ironia della sorte, al centro delle critiche ci finisce il presidente Jean Todt, noto altrove per i suoi modi autoritari e drastici…

    Ecclestone già si era pronunciato contro la democrazia

    Bernie Ecclestone l’aveva già detto:”In F1 c’è troppa democrazia”. Il patron della FOM aveva aspramente criticato, in particolare, lo Strategy Group in quanto, a seguito di molte riunioni tra i team principal delle varie scuderie, non veniva mai presa una decisione netta e chiara salvo il fissare una data per il successivo meeting.

    Berger:”I team rispettino le regole senza deciderle”

    Dello stesso avviso appare Gerhard Berger. L’ex manager BMW, poi team principal della Toro Rosso e infine presidente della Commissione monoposto della FIA, pensa che le squadre non debbano avere tutta questa voce in capitolo nel decidere i regolamenti ma debbano limitarsi a rispettarli ed a fare meglio gli uni degli altri sulla base di un qualcosa stabilito da altri organismi:Rispetto le scuderie e i soldi che spendono ma le regole vanno fatte senza il loro parere. Non tocca a loro decidere qual è il bene di questo sport o di quanto deve essere lo spettacolo. I team devono limitarsi a rispettare le richieste che gli vengono fatte”, ha affermato su motorsport.com. “I team non troveranno mai un accordo in quanto ci sono troppe differenza tra loro di budget e ambizioni - ha proseguito l’ex pilota austriaco – ci sono troppi conflitti di interesse. Le vere decisioni spettano a FOM e FIA”.

    Villeneuve contro il sondaggio con i tifosi della GPDA

    Tanto per aumentare il numero degli aventi voce in capitolo, l’associazione dei piloti di F1 (GPDA) ha organizzato un sondaggio mondiale chiamando in causa i tifosi per scoprire da loro quali siano gli aspetti più e meno amati di questo sport. Il saggio Jacques Villeneuve ha commentato l’iniziativa con toni molto critici:“E’ pericoloso fare certe richieste ai tifosi - si legge su Autosport – così non funziona in quanto è complesso sapere cosa succede ed è sbagliato farsi un’idea rispondendo ad un quiz in pochi secondi“. Anche il canadese, però, non resiste a dare una sua ricetta contro la crisi:“La mia opinione è che la F1 non deve pensare ad attrarre nuovi tifosi ma concentrarsi su quelli che già ci sono. Secondo me – ha concluso – la soluzione per dare più spettacolo non è fare sorpassi sempre più facili ma vetture difficili da guidare che solo i 10 piloti più forti al mondo riescono a domare mentre gli altri semplicemente sopravvivono. La F1 tornare ad essere estrema in tutto”.