Formula 1 batte FIFA: Ecclestone è meglio di Blatter

Blatter ora finisce nel mirino anche per la sua pessima gestione economica del massimo organismo del calcio che genera meno soldi persino della F1: scemo lui o genio Ecclestone?

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    Cosa hanno in comune Bernie Ecclestone e Joseph Blatter? Sono vecchiarelli. Sono a capo di due delle organizzazioni sportive più seguite e ricche al mondo quali FOM per la Formula 1 e FIFA per il calcio. Hanno dimostrato di saper scendere a patti con i potenti e di saper tenere le mani in pasta, come si suol dire; hanno avuto o stanno avendo grane giudiziarie; devono fare i conti con un folto numero di persone che li stimano e con tante altre che fanno di tutto per aver la loro testa. Tra loro due, però, c’è una differenza sostanziale: pur tra mille critiche, Ecclestone è riuscito a far diventare la Formula 1 un affare miliardario tanto da superare persino gli introiti registrati dalla FIFA per la Coppa del Mondo di calcio.

    La legge di Ecclestone: nessuno meglio di lui

    Parliamoci chiaro, la forza di Bernie Ecclestone sta tutta nell’aver saputo portare la Formula 1 ad essere uno show-business di portata mondiale. Si può criticare su tutto. Ma non si può immaginare cosa sarebbe successo alla massima categoria del motorsport senza la sua capacità di tenere unito il movimento e di aprirlo ai nuovi e più ricchi mercati mondiali. Non tutte le sue mosse sono state un successo, per carità, ma da questo punto di vista, quello degli affari, la bilancia è indiscutibilmente a suo favore. Basti dire che solo negli ultimi 15 anni ha quintuplicato il giro d’affari. E perché mai, sennò, l’ultraottentenne sarebbe ancora lì a dettare legge?

    F1 più ricca della FIFA

    Secondo Forbes, da quando Blatter è arrivato a capo della FIFA, vale a dire nel 1999, la differenza di guadagni tra il calcio e la Formula 1 si è spostata a favore di quest’ultima e, dopo 15 anni, ai 14,5 miliardi di dollari incassati dal massimo organismo mondiale del pallone si contrappongono i 16,2 del Circus vantati dalla società Delta Topco. Il tutto con un bacino d’utenza di poco più di 400 milioni di persone contro alcuni miliardi interessati a quello che viene giustamente definito il gioco più famoso del mondo. “Ci sono tante forme di intrattenimento oggigiorno ed alcune di queste hanno portato via spettatori alla F1 – ha dichiarato Ecclestone a F1 Racing – Il calcio è molto grande ed ha migliaia di partite che si giocano in ogni nazione ogni settimana mentre noi solo 20 all’anno ma gli sponsor vengono da noi perché siamo in grado di offrire loro modi di apparire diversi”.

    Ecclestone chiede più potere

    Come detto, forte dei suoi buoni risultati sul fronte economico, Bernie Ecclestone è ancora qui a dettare legge. E non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro. Mentre da almeno un decennio si scommette invano su chi sia il suo sostituto ideale, lui passa al contrattacco prendendosela con lo Strategy Group, vale a dire il gruppo decisionale formato dai responsabili dei team di F1. “Dobbiamo smettere di perdere tempo chiedendo il parere ai team - ha tuonato su Autosport – abbiamo messo in piedi un sistema troppo democratico che non piace più neanche a Jean (Todt, presidente della FIA, ndr). FOM e FIA dovrebbero accordarsi e dire agli altri ‘queste sono le regole, se non vi piacciono ce ne faremo una ragione. Lo Strategy Group andrebbe abolito soprattutto perché è praticamente impossibile mettere d’accordo tante esigenze diverse fra i vari costruttori”. Che la tesi di Ecclestone non sia folle lo dimostrano le ultime dichiarazioni di alcuni degli attori del Circus: a Chris Horner della Red Bull e Franz Tost della Toro Rosso si è aggiunto Paul Hembery della Pirelli:“Siamo pronti ha prendere atto delle decisioni di FIA e FOM per poi adattarci senza essere coinvolti in certe decisioni”, hanno affermato.