Formula 1 da salvare: la Ferrari spinge per soluzioni rivoluzionarie

Formula 1: il direttore della scuderia Ferrari Maurizio Arrivabene prende la parola sul tema della crisi della F1 per dire la ricetta del Cavallino Rampante! E chiede una vera rivoluzione

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    Formula 1 da salvare: La ricetta della Ferrari

    La Ferrari non nasconde la crisi di pubblico e di interesse che la Formula 1 sta incontrando e che lascia molti punti interrogativi sul successo che potrà riscontrare la stagione 2015 che si sta per affrontare. Anche con il nuovo corso guidato dalla coppia Marchionne-Arrivabene, la scuderia italiana continua a mostrarsi schierata in prima fila per dettare le nuove linee guida da seguire per cercare di risollevare l’appeal della massima categoria motoristica internazionale. E’ soprattutto il nuovo capo della Gestione Sportiva, forte di un’esperienza ventennale nel settore oltre che di una grande passione da sempre, a tenere alta l’attenzione su questo delicato tema.

    Sul sito ufficiale del Cavallino Rampante, il direttore del reparto corse dice la sua prendendo spunto dalle parole di Niki Lauda che invocava maggiore spettacolo passando anche da monoposto più difficile da guidare. “Condivido con Niki l’esigenza di spettacolarizzare la Formula 1: penso che il rischio da lui evocato di perdere tifosi sia, purtroppo, già una realtà – ha sottolineato Maurizio ArrivabeneAnch’io nel 2017 vorrei vedere monoposto che conquistino gli appassionati, più vicine alla gente, esteticamente più belle, magari con un sound in grado di far venire i capelli dritti ad un gruppo di heavy metal: come ai tempi in cui Niki era un pilota e io un appassionato tifoso con tanto di biglietto prato…”

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    Arrivabene: basta evoluzioni, ora serve una rivoluzione

    Nel timore di non perdere quanto di buono era stato fatto che – in un modo o nell’altro – ha comunque dati dei frutti, la Formula 1 si è mossa sempre per piccoli passi. Secondo Arrivabene, è arrivato il momento di fare un passo in avanti più lungo, deciso e anche rischioso. Ma inevitabile:“Credo che sia necessaria una vera rivoluzione e non una semplice evoluzione: servono cambiamenti significativi e radicali. Mi riferisco a più potenza, più velocità, non necessariamente utilizzando serbatoi più grandi, ma certamente operando una riduzione di costi su quelle componenti che, per il pubblico, sono di scarso interesse“. Un tassello chiave del pensiero del team principal della Ferrari è ritrovare il calore del pubblico:Essere più vicini alla gente, inoltre, significa portare la F.1 tra la gente, magari tenendo la conferenza stampa FIA e la presentazione di piloti e squadra al giovedì prima dei GP in ambienti pubblici e non nei circuiti. Le città che ospitano le gare potrebbero, così, diventare lo scenario per la presentazione di piloti e vetture, creando un evento”.

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    Chi è il vero rivale della Formula 1?

    Arrivabene dimostra tutta la sua mentalità imprenditoriale anche nell’indicare quali siano i veri avversari da battere per la Formula 1. Non sono le altre categorie motoristiche sulle quali ha vita facile e forse proprio per questo fatica a mettersi in discussione. Sono altre forme di svago:Sostengo da tempo che i veri concorrenti della F1, intesa come spettacolo, oggi siano le varie forme di intrattenimento e, non ultimi, i contenuti offerti dalla rete, compresi i videogiochi a tema. Dipende da noi offrire uno sport migliore, scaricando al più presto il nuovo format della F1: quanto siamo intenzionati a farlo?” L’ex boss della Philip Morris conclude il proprio intervento chiedendo un sondaggio di portata globale per conoscere i veri interessi della gente. In passato c’avevano già provato illustri personaggi dotati di buone intenzioni. Non è venuto fuori molto per varie ragioni. Tra queste, una delle più complesse riguarda la differenza di aspettative tra il grande pubblico, potente come peso economico ma difficile da soddisfare e nicchia degli appassionati puri che, pur se in minoranza, costituiscono la vera anima, il vero cuore pulsante, da cui la F1 non può prescindere.