Formula 1: Dennis e la spy-story, 3 anni dopo

Formula 1: Dennis e la spy-story, 3 anni dopo

Ron Dennis torna a parlare della spy-story 3 anni dopo per raccontare come i fatti siano stati ingigantiti dai media

da in Formula 1 2017, McLaren F1, Nigel Stepney, Ron Dennis
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    La notizia del passaggio del capo aerodinamico John Iley dalla Ferrari alla McLaren ha fatto tornare in mente a molti appassionati la celebre Spy-Story del 2007. Niente affatto. Si tratta di due pianeti, due universi, due mondi completamente diversi. Il cambio di casacca da parte di un tecnico verso un’altra scuderia è un fatto normale, all’ordine del giorno in Formula 1. Probabilmente fisiologico se inquadrato all’interno di alcune dinamiche di sviluppo aziendale nonché di crescita professionale. Sul tema torna a parlare nientemeno che Ron Dennis, boss McLaren, 3 anni dopo il caso Stepney-Coughlan.

    SPY-STORY. Un dipendente che preleva Quintalate di byte in file segreti e li passa alla concorrenza è spionaggio. Un dipendente che lascia una squadra per andarsene in un’altra e porta con sé qualche schizzo, alcune idee ed una testa piena di conoscenze, è normale. Non a caso John Iley, il personaggio del momento, si è allontanato dai progetti del Cavallino già a metà della stagione scorsa. Appena in tempo per non ficcare il naso nei segreti della nuova Ferrari. Chiedersi se per il Cavallino sia una perdita o per la McLaren un affare non ha molto senso. Come già detto, in Formula 1 i tecnici girano. Difficilmente qualcuno riesce a far bene stando molti anni nello stesso ambiente. Si tratta di una questione di stimoli e di idee.

    Come l’aria dentro ad una stanza, la testa dei geni (da Adrian Newey in giù) ha bisogno ogni tanto di aprire la finestra.

    RON DENNIS. Il boss McLaren, lasciata la pista in modo definitivo dopo la bugia di Hamilton ai commissari per i fatti dell’ultimo GP d’Australia, si sta occupando di vetture stradali. Il suo sogno è far diventare, col tempo, la McLaren una sorta di Ferrari inglese. L’obiettivo è più che ambizioso e solo il tempo potrà dare un giudizio inequivocabile sul suo operato. Tempo che aiuta anche a rivedere i fatti della spy-story con più lucidità. Secondo Ron Dennis, nel 2007 fu fatto molto rumore per nulla:“Sono state delle piccole indiscrezioni da parte dei membri del team non di primo piano, questione amplificata dai principali media - ha spiegato – Non è stato questo il modo di comportarsi. Con il passare del tempo la verità viene sempre a galla”. Secondo l’inglese, dietro a questo scandalo c’era la volontà di danneggiare il suo lavoro per i diritti della McLaren in Formula 1. “Quando si scrivono i nomi di tutti i team boss che negli ultimi dieci anni hanno vinto più di cinque gare, la lista è piuttosto corta - aggiunge Dennis ricordando i suoi tanti successi con Senna, Prost, Hakkinen e Hamilton - Attraverso questi numeri ci si rende conto di quanti si siano dedicati totalmente a questo sport. Però si paga per questo impegno perchè la gente non capisce perchè lo fai”.

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