Formula 1, diffusori OK: ecco le motivazioni

Formula 1

da , il

    Formula 1, diffusori OK: ecco le motivazioni

    5 giorni fa la FIA sparava la sentenza che regolarizzava definitivamente i diffusori di Brawn, Toyota e Williams. Ieri, è arrivato l’epilogo della storia con la pubblicazione delle motivazioni che hanno fatto tramontare le speranze di Ferrari, Renault, BMW Sauber e Red Bull.

    POLEMICA. Il punto è sostanzialmente uno. 20 pagine di scritte non bastano per placare gli animi in quanto le argomentazioni addotte dalla Federazione restano piuttosto vaghe e, soprattutto, discutibili. Innanzitutto la questione sorpassi: Ferrari & co. avevano protestato in quanto il cosiddetto double decker non favoriva i sorpassi come voluto dalla stessa FIA. La risposta di Mosley è semplicemente che questo non è stato dimostrato. C’è poi il problema dei buchi (vietati) che per il Consiglio mondiale, altrettanto semplicemente, tali non sono! Insomma, l’impressione è che in tutta questa faccenda lo sport c’abbia rimesso. Ma, si noti bene, non a causa della furbizia di alcuni team ai quali vanno solo fatti i complimenti per la scaltrezza, bensì per l’idiozia di una Federazione che non sa dare una rotta certa in fase di pre-stagione, sbaglia nel dare un giudizio al momento di valutare i progetti e poi si rende conto che è arrivata troppo in là per ritrattare. IMHO.

    FOTA. I team per il momento non hanno voluto commentare le motivazioni di cui sopra. Ormai la battaglia è data per persa e conviene concentrarsi su altro. Lo sviluppo delle macchine, certamente. Ma non solo. C’è un’altra questione “politica” da risolvere. E se non ci sono riusciti di diffusori della discordia a mettere zizzania nell’unità delle scuderia, potrebbero riuscirsi 30 profumatissimi milioni di dollari. Il 6 Maggio, infatti, la FOTA si riunirà per discutere l’eventuale spartizione con la Brawn GP degli introiti commerciali spettanti alla Honda ma, di fatto, difficilmente attribuibili alla nuova squadra in quanto l’entità che domina il campionato 2009 nulla ha a che fare con la precedente. Il capo commerciale dell’associazione, Flavio Briatore, sembra disposto a fare le barricate pur di non dare un altro vantaggio al team di Brackley:“Non voglio essere Robin Hood ma non ho soldi nel mio budget per un nuovo diffusore e non voglio finire la stagione un secondo dietro la Brawn” ha dichiarato il manager piemontese alla stampa inglese mostrandosi determinato a togliere a Ross Brawn anche l’incarico di commissario tecnico all’interno della FOTA. In attesa dell’incontro, il tecnico inglese ha preferito non fare commenti in merito:“E’ una vergogna che lui porti in pubblico cose private alla FOTA, ma questo e’ il suo stile. Preferisco non parlare di questo”. Per ottenere quei soldi, serve l’approvazione di almeno il 70% dei team.