Formula 1: Ferrari, processo a Domenicali

Formula 1: dopo il Gran Premio di Malesia è il team principal Ferrari il grande accusato dai tifosi

da , il

    Ci risiamo. La Ferrari commette un errore strategico nel GP di Malesia e il team principal Stefano Domenicali finisce nell’occhio del ciclone. Il problema del capo della Gestione Sportiva è solo uno: la gente si dimentica velocemente di quando fa qualche mossa azzeccata e poi infierisce su di lui non appena qualcosa va storto. Il processo è presto fatto: assolto con formula piena. La Ferrari ha sbagliato le qualifiche così come la McLaren. La Mercedes del sempre rimpianto Ross Brawn ha fatto il tempo buono per qualificarsi contemporaneamente alle Rosse. In gara, poi, la strategia è stata impeccabile ma, anche lì, è mancato un pizzico di fortuna.

    FERRARI. Se di errore della Gestione Sportiva tutta si deve parlare, questo va indicato in qualifica. Effettivamente conveniva uscire subito in pista e fare almeno un tempo buono. Facile da dirsi col senno di poi. Io trovo altrettanto valida la pensata di Stefano Domenicali: perché mandare in pista le auto con la pioggia, rischiando che escano di pista e chiudano lì la qualifica, quando si sa per certo che smetterà di piovere entro pochi minuti?. Entro pochi minuti ha davvero smesso di piovere e Ferrari, McLaren, Mercedes e Red Bull sono andate a fare il loro tempo. Alcuni come Hamilton, Massa e Alonso hanno beccato una bandiera gialla che li ha rallentati. Poi ha ripreso a piovere. Quest’ultimo evento non era contemplato dal radar del meteo. La dettagliata spiegazione di cui sopra, serve solo a far capire ad alcuni che, viste le informazioni a disposizione, il muretto Ferrari e quello McLaren hanno fatto scelte giuste. Semplicemente razionali. Venendo alla gara, poi, Jenson Button ha maledetto la scelta di partire con le gomme morbide, dando ragione a Hamilton, Massa e Alonso che sono scattati con le dure. Il problema delle monoposto di Maranello è stato la difficoltà a sorpassare. Le McLaren son sembrate più brillanti, invece, perché avevano 10 km/h di velocità in più sui rettilinei. Ed anche per loro, comunque, non è stato semplice scavalcare i rivali. Stefano Domenicali, quindi, è assolto per l’errore nelle qualifiche ed è promosso a pieni voti per la strategia scelta per la gara. A quest’ultima va aggiunta una considerazione: fosse arrivata la pioggia, Massa e Alonso sarebbero tornati in corsa al 100%. Quando, però, è sfortuna… non c’è nulla da fare se non avere pazienza.

    STEFANO DOMENICALI. Visibilmente dispiaciuto per l’esito del Gran Premio della Malesia, Domenicali ha un solo grande rammarico: aver visto il motore di Fernando Alonso andare in fumo:“Abbiamo avuto un paio di problemi di affidabilità che devono metterci sull’avviso: se vogliamo aspirare al titolo dobbiamo assolutamente mettere a posto questo aspetto. Fernando ha fatto una gara straordinaria, considerato che sin dal giro di formazione aveva un problema al cambio in scalata: guidare in quelle condizioni era un’impresa e lui è stato capace di rimanere in lotta per un piazzamento a punti fino all’ultimo”. Meglio è andata a Felipe Massa che si è pure issato in testa alla classifica iridata:” Felipe ha fatto una bellissima gara, soprattutto nella seconda parte e il primato nella classifica Piloti credo sia la giusta ricompensa per quello che ha fatto in questo inizio di stagione”. Per il numero 1 della Gestione Sportiva, decisamente interessato a tenere alto il morale della ciurma, il bicchiere resta mezzo pieno:“Eravamo arrivati in Malesia con ben altri obiettivi e portare a casa solamente sei punti ci lascia delusi. Ma un primo bilancio dopo tre gare resta positivo, perché siamo in testa ad entrambi i campionati e abbiamo dimostrato di essere competitivi ai massimi livelli”