Formula 1: Ferrari si difende dalle accuse

Formula 1: la Ferrari esce dal Gran Premio d'Australia con alcune gatte da pelare: una riguarda la polemica dei team FOTA gli uni contro gli altri

da , il

    Formula 1: Ferrari si difende dalle accuse

    E’ una Ferrari a bassissimo impatto polemico quella che si prepara al Gran Premio di Malesia. Tanto per cominciare, il team principal Stefano Domenicali si defila dalla protesta contro la Red Bull, accusata dalla McLaren di irregolarità nelle sospensioni. In secondo luogo Fernando Alonso minimizza i problemi avuti in qualifica ed in gara nel Gran Premio d’Australia con Michael Schumacher ed infine, l’intera dirigenza del team non raccoglie le provocazioni provenienti dalla Spagna dove molti tifosi e giornalisti non hanno gradito, sempre a Melbourne, vedere Felipe Massa che rallentava il fenomeno delle Asturie e gli impediva il prosieguo della rimonta.

    FERRARI. La Red Bull è finita nel mirino di alcune squadre. La macchina progettata da Adrian Newey, secondo quelli della McLaren, ha un qualcosa di illegale alle sospensioni. Chi ha chiesto a Stefano Domenicali se questo atteggiamento di guerra continua e di sospetti possa incrinare l’armonia tra i membri della FOTA, si è sentito rispondere:“Fa parte dello sport mettere pressione alle altre squadre e su quello che fanno. Fa parte del gioco.” . Entrando nel merito della vicenda, la Ferrari non ha esposto reclamo lasciando che il diverbio restasse tra Red Bull e McLaren così come avveuto quando sono stati gli uomini della lattina a chiedere una verifica tecnica nei confronti dell’alettone della MP4-25 made in Woking. “Dal punto di vista tecnico non ho nulla da dire perche’ la Federazione deve essere l’arbitro in queste situazioni,” ha aggiunto Domenicali a Tuttosport

    FERNANDO ALONSO. Secondo il leader del campionato, “non hanno senso” i sospetti di Schumacher. Il pilota tedesco ha insistito molto sul fatto che, se non fosse stato rallentato da Fernando Alonso in qualifica, avrebbe avuto una piazzola di partenza migliore ed avrebbe disputato un GP d’Australia completamente diverso. Il pilota spangolo ha spiegato, senza polemica:“Si, lui pensava che lo avessi deliberatamente ostacolato durante il suo giro veloce. Ma questo non ha senso. Non lo vedevo negli specchietti e dalla radio non e’ arrivato niente. Quindi non ho potuto spostarmi prima che lui si fosse trovato li.”

    FELIPE MASSA. Ultimo focolaio, ma solo in ordine di tempo, riguarda il mancato ordine di scuderia che ha consentito a Fernando Alonso di superare Felipe Massa e proseguire nella rimonta durante il GP d’Australia. Si sa che una manovra del genere, se fatta troppo plateale, viene punita dal regolamento. In Spagna, però, se ne infischiano di questi ragionamenti e stanno ancora lì a contare quanti punti ha perso il loro beniamino. Effettivamente non hanno tutti i torti: gli ordini dal box sono vietati, ma una manovra del genere si può fare anche senza dare nell’occhio. Ad esempio, era del tutto legittimo per la Ferrari richiamare Massa a cambiare le gomme… Ad ogni modo, Stefano Domenicali ha ribadito che la filosofia del team va in direzione diametralmente opposta a quella dell’incucio. Meglio così! Quanto ad Alonso, è il primo a non voler alzare i toni. Tutt’altro:“Se fosse stato un altro pilota ci avrei provato, ma e’ difficile lottare col tuo compagno di squadra - ha spiegato – Ho pensato ai vertici del team e ho deciso di non fare nulla di strano.”

    Foto: motori.tuttogratis.it