Formula 1: Hamilton bugiardo, colpa McLaren!

Lewis Hamilton e la McLaren escono come antisportivi e bugiardi dalla sentenza che li esclude dal Gran PRemio d'Australia di Formula 1 2009 e riabilita JArno Trulli sul terzo gradino del podio

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    Stando alla decisione presa dalla FIA dopo il Gran Premio d’Australia, Lewis Hamilton e la McLaren hanno mentito ai commissari di gara per far retrocedere Jarno Trulli e soffiargli il podio! Partendo dalle motivazioni che hanno squalificato il pilota inglese e la sua squadra dall’ordine di arrivo, si forma un quadro piuttosto imbarazzante per il team di Woking che, in modo antisportivo, ha portato il campione del mondo a mentire ai commissari. I quali, a loro volta, hanno aspettato decisamente troppo tempo prima di raccogliere i dati giusti per fare luce sulla vicenda.

    BUGIE. Siamo nel GP d’Australia. In regime di safety car Jarno Trulli esce di pista, Hamilton lo supera ma poi rallenta per farlo ripassare. A fine gara i commissari si riuniscono per valutare la correttezza della manovra dell’italiano, ascoltano i vari protagonisti e si accordano penalizzandolo di 25” per essersi ripreso la posizione senza averne alcun diritto. La Toyota non ci sta ed inizialmente prova ad appellarsi. Una volta resasi conto dell’impossibilità di fare alcunché, non le resta che mandare giù il boccone amaro. Alcuni giorni dopo, però, la FIA ha un barlume di lucidità e decide di ascoltare le comunicazioni tra Hamilton ed il muretto box per approfondire la vicenda. A fine gara Hamilton aveva dichiarato di aver rallentato solo per controllare la situazione e non perché voleva che Trulli lo ripassasse. Dalle comunicazioni via radio, invece, si sente chiaramente i responsabili del team che gli chiedono di restituire la posizione al pescarese.

    MCLAREN ANTISPORTIVA. Alla luce dei fatti e presa per buona la sentenza della Federazione, si può con una certa magnanimità scagionare Hamilton ma si deve additare come antisportiva la McLaren che, non solo avrebbe tratto giovamento dalla situazione ma sarebbe finita col penalizzare pesantemente (e ingiustamente) un avversario obbligando il suo pilota a mentire di fronte ai commissari di gara. Martin Whitmarrh ha tentano di difendere la faccia spiegando che “Lewis non ha mentito ai commissari di gara. Penso che abbia risposto in maniera onesta alle domande che gli sono state fatte, ma, a sentire i giudici, il team avrebbe dovuto dare un resoconto più dettagliato di quello che è successo. In realtà abbiamo più volte chiesto alla direzione gara come comportarci ma non ci è arrivata risposta.”. Queste dichiarazioni, però, tanto per infittire la verità, vanno in contraddizione con le ammissioni fatte in tempi non sospetti:“Nel team c?era grande preoccupazione per questo sorpasso. Noi non sapevamo che Trulli era uscito di pista e per questo abbiamo dato l?ordine di farsi risorpassare”.

    Per approfondire ulteriormente l’argomento e per ascoltare l’audio originale delle comunicazioni tra Hamilton e la squadra, consiglio di visitare il sito della FIA.

    JARNO TRULLI. “Giustizia è fatta!” ha dichiarato un Trulli per nulla arrabbiato né con i furbetti di cui sopra né con i commissari che hanno agito in modo caotico e non gli hanno inizialmente creduto. Anzi, ai giornalisti che si complimentavano con lui per la riconquista del podio di Melbourne, il pilota Toyota ha tenuto a sottolineare l’ottimo lavoro svolto dalla FIA che raramente mette nuovamente in discussione le proprie conclusioni:“Io non ho mai mentito – ha ribadito il pescarese – in questa udienza ho ripetuto le stesse identiche parole dette in Australia e i commissari hanno visto che coincidono esattamente con quanto avvenuto”.