Formula 1: I piloti col maggior intervallo tra il primo e l’ultimo podio

Formula 1: La classifica dei piloti con l'intervallo di tempo più lungo dal primo all'ultimo podio. Campioni che sono restati in cima alle classifiche per oltre 15 anni.

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    Oggi abbiamo stilato una particolare classifica con i piloti che hanno il maggior intervallo di tempo dal primo all’ultimo podio conquistato durante la carriera di Formula 1. Una statistica particolare che mostra quei piloti, considerati delle vere leggende, che hanno avuto una carriera lunga e ricca di successi. Ma quali sono stati i piloti più costanti in carriera? Quali sono i campioni capaci di restare sulla cresta dell’onda per oltre 15 anni? Sfogliate le pagine per scoprire quali sono questi fantastici drivers.

    Michael Schumacher

    Leader come sempre nelle classifiche che trattano della longevità, deve al proprio talento un brillante inizio di carriera e al temperamento un (definitivo) ritiro quando i suoi livelli di competitività erano ancora più che accettabili. Di fronte al suo palmarès concentrarsi sui podi sembra alquanto riduttivo, ma per dovere di informazione ne dobbiam parlare: a seguito del podio inaugurale ottenuto in Messico nel 1992, ne passarono altri 153 fino ad arrivare al gran premio d’Europa del 2012, in cui sul finire di una gara rocambolesca si prese coi denti un podio ben 20 anni e 3 mesi dopo il primo.

    Rubens Barrichello

    Se parecchi anni li ha passati a guardare i tubi di scarico di Schumacher, in questa classifica non fa eccezione e si piazza alle spalle del pluricampione. A Rubens va però riconosciuto il merito di essersi sudato i risultati con mezzi nettamente al di sotto delle potenzialità di quelli del tedesco: ingaggiato dalla Jordan come titolare nel 1993, colse il proprio primo podio l’anno successivo nel corso del gran premio del Pacifico. Dopo la proficua ma non abbastanza esperienza in Ferrari, visse un periodo di transizione nella Honda che poi diventò Brawn GP, a bordo della quale si tolse le ultime vere soddisfazioni tra cui la vittoria (nonché ultimo podio) al gran premio d’Italia. Da quel lontano 1994 eran passati 15 anni, 4 mesi e 27 giorni.

    Riccardo Patrese

    Gloria del passato automobilistico italiano, deve alla sua longeva carriera la propria presenza in quasi tutte le classifiche che trattano elementi come la costanza e la maturità. Pur avendo conquistato un podio già nella seconda stagione di militanza nella massima formula, i risultati più consistenti arrivarono col passare del tempo, lungo il quale le vetture che si ritrovò a guidare furono gradualmente migliori; non a caso le stagioni più proficue furono le ultime due in Williams (1991-1992), in cui solo le scelte politiche di relegarlo a seconda guida lo privarono di un possibile titolo iridato. Passato poi in Benetton l’anno successivo, visse una stagione travagliata e alla pesante ombra del compagno Schumacher, ottenendo non più che un paio di podi. L’ultimo dei quali, in Ungheria, arrivò oltre 15 anni dopo quello di Svezia 1978.

    Kimi Raikkonen

    Pilota sempre consistente e ormai nella fase finale della carriera, comincia a vantare record di durata e continuità che solo i grandi campioni, resistenti al tempo, possono avere nel palmarès. Salito sul podio alla prima occasione utile, ovvero alla prima gara con la McLaren a Melbourne 2002, anche con vetture non in grado di lottare per la vittoria ha saputo conquistarsi piazzamenti rilevanti e, seppur sporadicamente, il bottino grosso. Dopo un 2014 disastroso, nella passata stagione si è riscattato andandosi a prendere tre podi, l’ultimo dei quali proprio all’ultimo appuntamento stagionale, disputatosi sul circuito di Abu Dhabi, quasi 14 anni dopo il primo.

    David Coulthard

    Eterno ragazzo, dal carattere e aspetto carismatici che l’hanno portato a fare il commentatore di Formula 1 per la tv inglese a seguito del proprio ritiro dalle corse. Introdotto nel circus sotto le ali della Williams, con cui il rapporto fu però meno duraturo di quanto si potesse pensare, ottenne il suo primo podio alla sua ultima apparizione nel mondiale 1994, durante il gran premio di Portogallo. Sebbene la fetta più proficua della sua carriera sia stata spesa in McLaren, l’ultimo podio risale all’era Red Bull, in cui si accasò a fine 2004 accettando una scommessa per rivitalizzare le ultime stagioni che per demeriti solo parzialmente suoi erano state deludenti: nel caotico gran premio di Montreal, sfruttando l’harakiri di molti top drivers, si trovò a conquistare l’ultimo podio a distanza di 13 anni, 8 mesi e spicci dal Portogallo 1994.