Formula 1: i retroscena della penalità a Schumacher

Formula 1: mentre la Mercedes rende noto che non farà ricorso contro la penalizzazione di Michael Schumacher nel Gran Premio di Monaco, fa ancora molto discutere la manovra del tedesco che ha sorpassato Alonso in regime di safety car

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    Si può usare un’iperbole per parlare del sorpasso di Michael Schumacher ai danni di Fernando Alonso nel Gran Premio di Monaco 2010? No. Atteniamoci allora ai fatti. A tre giorni dalla spinosa questione, i protagonisti raccontano la loro versione a mente fredda: tra questi, i commenti più interessanti sono quelli di Fernando Alonso, Michael Schumacher e del commissario di gara Damon Hill. Il campione del mondo 1996 si è trovato nella spiacevole situazione di dover giudicare proprio l’unico pilota che avrebbe voluto ignorare, vale a dire il suo vecchio rivale della prima metà degli anni ’90.

    MICHAEL SCHUMACHER. La Mercedes non farà appello alla decisione di penalizzare il suo pilota di venti secondi in griglia. A Stoccarda sanno che non avrebbero nessuna possibilità di vincere. Michael Schumacher, però, continua a sentirsi vittima di un’ingiustizia:“La mia corsa odierna sarebbe stata normale senza l’intervento dei commissari. Alla fine invece mi sono ritrovato 12esimo e questo non mi ha gratificato. Secondo quanto inteso da noi la SC era uscita quando la gara non era ancora finita e quindi io potevo superare Fernando.”. Il tedesco ha seguito le istruzioni ricevute da Ross Brawn fidandosi ciecamente dello stratega che, in passato, gli aveva fatto compiere vere e proprie magie regolamentari (celebre la vittoria nel GP di Gran Bretagna nella quale Schumacher scontò 10 secondi di penalità dopo aver tagliato la linea del traguardo!). Stavolta ha osato evidentemente troppo.

    FERNANDO ALONSO. La conferma che Schumacher sia stato troppo ottimista nello sperare che quel sorpasso su Alonso sarebbe stato giudicato corretto dai commissari arriva dalle parole di Fernando Alonso:“Ero certo che sarebbe stato penalizzato, per questo l’ho lasciato andare. La squadra mi ha avvertito che non si poteva sorpassare. Volevo superare Lewis Hamilton ma loro mi hanno detto di non farlo”. Anche Buemi conferma questa versione ma ammette qualche perplessità:“Sono rimasto sorpreso quando il team mi ha detto di non attaccare Liuzzi perche’ vedevo bandiere verdi dapertutto!”. Evidentemente l’errore è stato in quest’ultimo aspetto: non ci dovevano essere bandiere verdi sventolanti all’ultima curva.

    DAMON HILL. Uno dei sanzionatori di Michael Schumacher è stato Damon Hill. L’inglese ha battagliato nel 1994 e nel 1995 con Schumacher. Nel ’94 ha perso stupidamente all’ultima gara dopo essere stato speronato dal tedesco che era uscito di pista. L’anno seguente ha perso lo stesso ma a parti invertite: è stato Hill a cercare l’incidente con il Kaiser in almeno due occasioni. Nessuno, però, sottolinea questi accadimenti perché non sono stati decisivi per la conquista del titolo. Quanto a scorrettezze, insomma, Hill dovrebbe stare con la bocca cucita. Come ripeto sempre in questi casi, per essere vincenti c’è da essere spietati. In quel di Monaco Schumacher lo è stato troppo. “Se la gara si conclude, mentre la safety car è in azione, essa entrerà nella corsia dei box al termine dell’ultimo giro e le vetture passeranno sotto la bandiera a scacchi senza effettuare sorpassi - ha ricordato Hill – E’ stata un’esperienza affascinante, ma mi chiedo se sia giusto che i piloti siano messi in posizione di interpretare i regolamenti”, ha aggiunto. Il pilota inglese ha messo al servizio degli altri commissari la sua esperienza di pista. Il campione del mondo ’96 ha ammesso che tutto sperava fuorché dovesse pronunciarsi sul suo ex-rivale:“Sono stato a disagio perché sono stato chiamato a pronunciarsi su un avvenimento che coinvolge Michael. Io ho agito del tutto correttamente – ha riferito – ma ho già ricevuto alcune e-mail pungenti che mi accusano di pregiudizio”.