Formula 1: i team copiano i diffusori

FOrmula 1 nel caos

da , il

    Ferrari, McLaren, Renault, BMW e Red Bull sono al lavoro per copiare i diffusori di Toyota, Williams e Brawn GP. In attesa dell’appello di Parigi del 14 aprile contro la cosiddetta “banca del buco”, la sentenza del Gran Premio d’ Australia è stata più che sufficiente per gli sconfitti che, implicitamente ammettono la correttezza dei discussi retrotreni e corrono ai ripari. Di corsa, senza perdere altro tempo prezioso in chiacchere da bar.

    FORMULA CAOS. Formula 1 o Formula Caos? A voi la scelta. Certo è che in questi giorni ho passato più tempo a spiegare ad amici e conoscenti come stessero le cose piuttosto che a fare il mio lavoro. Probabilmente lo stesso sarà capitato anche a voi, affezionati lettori. Alla lunga storia del “perché quella macchina bianca va così forte e perché la Ferrari non vince più”, va aggiunto un nuovo capitolo. In attesa che la FIA confermi l’ordine di arrivo di Melbourne (sarebbe un ulteriore scandalo se venisse smentito l’operato dei commissari di gara), BMW Sauber, Red Bull, McLaren, Ferrari e Renault sono al lavoro, a capo chino, per introdurre sulle loro vetture, quanto prima, qualcosa di analogo ai diffusori di Williams, Toyota e Brawn GP.

    FERRARI. “È inutile girarci intorno, con i radicali cambi di regolamenti che ci sono stati e la necessità di concentrarci sulla lotta al titolo 2008, abbiamo concesso agli avversari 4 o 5 mesi di ricerche a livello aerodinamico. Un settore che su una macchina di F1 conta per l?80 per cento e adesso non sarà facile recuperare”. A parlare è Luca Baldisserri. Il direttore tecnico fa capire come per la Ferrari sia al vaglio lo studio di un nuovo diffusore il cui sviluppo non sarà affatto semplice:“Si dovranno rivedere le priorità e difficilmente saremo pronti per farlo debuttare a Barcellona. Non solo diffusori, però. La Ferrari, per ammissione dello stesso Domenicali, deve lavorare su altri fronti persino più importanti quali affidabilità, gestione delle gomme e Kers. E non è detto che quest’ultimi due aspetti non siano collegati tra loro:“Devo dire che abbiamo visto che alla partenza, nonostante il rettilineo qui non sia molto lungo, effettivamente il Kers ti aiuta, però dall’altra parte dobbiamo capire se comporta più usura sugli pneumatici. E’ una analisi che faremo in questi giorni” ha concluso il team principal del Cavallino.

    MCLAREN. Renault e McLaren sembrano quelli più avanti. Secondo alcune indiscrezioni potrebbero far debuttare i nuovi diffusori già in Cina. In particolare, attorno al team anglotedesco sta nascendo una sorta di giallo. Per quanto risulti difficile credere che la McLaren abbia accettato di stare nelle ultime posizioni dei primi GP, avendo mille problemi di aderenza al retrotreno, per “passare” una soluzione innovativa alla Brawn GP che, oltretutto, va già forte di suo (conveniva, al limite, farlo con la più mansueta e amica Force India…), qualcuno sostiene che dietro al successo della scuderia di Brackley ci sia proprio un idea nata a Woking e che, una volta avuto l’ok dalla FIA, sarà montata immediatamente sulle vetture di Hamilton e Kovalainen. Più probabile, a mio modesto parere, il contrario. Vale a dire che la Mercedes non abbia fatto reclamo per mantenere i buoni rapporti ed avere qualche dritta in più dalla squadra di Ross Brawn.

    RED BULL E BMW SAUBER. Più indietro ma non per questo rassegnati sono quelli che vanno meglio già così come sono. Red Bull e BMW Sauber sono apparse le macchine più veloci tra quelle non dotate dei diffusori col buco e proprio loro potrebbero avere i maggiori danni nel passaggio all’altra soluzione. Ciononostante, Christian Horner ha ammesso che Adrian Newey sta ragionando già dai primi test invernali su come modificare il retrotreno della RB5:“Le modifiche potrebbero coinvolgere l’intera parte posteriore della vettura, il che ha ovviamente pesanti implicazioni a livello di costi in un periodo non fantastico dal punto di vista economico”. Più pessimista è stato Nick Heidfeld che sul conto della BMW F1-09 ha lapidariamente ammesso:“Per noi, non e’ davvero possibile copiarlo, perche’ non tutto sulla nostra vettura puo’ essere modificato in breve tempo”.

    BRAWN GP. Chi è al di sopra di questi grattacapi ed attende con la massima serenità il verdetto di Parigi è la Brawn GP. Con i successi arrivano anche soldi e certezze per il futuro grazie ad un regolamento cucito addosso al progetto nato nei primi mesi del 2008 e sviluppato con il massimo supporto della Honda fino a novembre. Dopodiché, quando i nipponici si sono resi protagonisti della più clamorosa e stupida ritirata che la F1 ricordi, il gioiellino era già stato creato. Bene ha fatto, quindi, Ross Brawn a crederci fino in fondo. Da Suzuka, piovono karakiri.