Formula 1 in Turchia: incidente Webber-Vettel, di chi è la colpa?

Ci ha pensato Sebastian Vettel a rovinare e a rovinarsi la festa nel gran premio di Turchia

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    Si è conclusa con una doppietta anche la settima tappa del mondiale 2010 di F1, ma questa volta è la McLaren a salire sul gradino più alto del podio. La vittoria è stata gentilmente concessa dalla Red Bull. Proprio così, perché a meno di venti giri dalla fine, quando il Circus sembrava nuovamente rassegnato a un altro successo da parte del team austriaco, Mark Webber e Sebastian Vettel si sono dati battaglia con un po’ troppa enfasi, giocandosi l’uno la vittoria e l’altro l’intera gara. L’australiano è riuscito a salvarsi in corner rimediando comunque il terzo posto e tenendosi così stretta la vetta della classifica, mentre il giovane tedesco se n’è tornato a piedi e a mani vuote ai box.

    RED BULL RACING. Molto probabilmente, lo spettacolo al quale abbiamo assistito all’Istanbul Park prima o poi doveva accadere, visto che ancora una volta è stato evidente come il “cocco” di casa Red Bull stesse perdendo terreno non solo in pista ma anche all’interno della sua stessa squadra e nel confronto con i media. Dopo un inizio di stagione in cui era stato il giovane e promettente Sebastian Vettel a dominare la scena, il pilota tedesco è stato infatti oscurato dal compagno di squadra Mark Webber, non più giovanissimo, ma altrettanto talentuoso a quanto pare, e in cui la Red Bull ha cominciato a riporre le proprie speranze per il titolo 2010. E a Vettel evidentemente questo improvviso scambio di ruoli proprio non andava giù, dal momento che al quarantesimo giro ha deciso di tentare un sorpasso in stile kamikaze ai danni del leader della gara Mark Webber. E mentre i due piloti della Red Bull erano impegnati a mandarsi a quel paese e a cercare di rientrare in pista, Hamilton e Button ne hanno subito approfittato, con l’iridato 2008 a prendere il comando della gara. I due britannici si sono poi a loro volta resi protagonisti di una lotta simile a quella dei colleghi austriaci ma senza mettere a rischio una vittoria importantissima, che ha finalmente riportato la McLaren in testa ai costruttori.

    CHRIS HORNER. Nel gran premio di Turchia, McLaren e Red Bull hanno portato avanti una gara a sé, dimostrando di aver ormai raggiunto un livello di competitività decisamente superiore a quello degli altri rivali (il quartetto formato da Webber, Vettel, Hamilton e Button, ha fatto registrare per tutta la gara tempi nettamente inferiori a quelli del resto della griglia). Proprio per questo, ora che la Red Bull non è più la regina indiscussa della velocità, errori come quelli accaduti in gara non possono essere tollerati. Lo sa bene Chris Horner, team principal della Red Bull, che senza incolpare direttamente nessuno dei suoi due piloti, ha parlato comunque di una situazione deludente, lasciando intendere che forse è arrivato il punto di ristabilire l’ordine in casa:Non si possono buttare via le occasioni in questo modo! È evidente che nessuno dei due piloti ha lasciato spazio all’altro, e non è stato un bello spettacolo. Anche le McLaren si sono date battaglia, ma senza mettere a rischio la vittoria. Come squadra abbiamo perso molto ed è un peccato lasciar andare una doppietta in questo modo, oltre che tanti punti validi. Quando la lotta per il titolo è così serrata non si possono fare errori di questo tipo”.

    VETTEL E WEBBER. I diretti interessati si sono espressi in modo diverso, con Vettel che appena sceso dalla vettura ha platealmente dato del fuori di testa al compagno di squadra, mentre Webber, impegnato invece a tenersi stretto almeno il terzo posto, ha risposto poi in conferenza stampa:Vettel era leggermente più veloce, quindi mi ha affiancato e scartando leggermente verso destra mi ha toccato” ha spiegato l’australiano. Le McLaren sono state molto forti, tutti e quattro abbiamo fatto un’ottima gara, è un peccato per il contatto con Vettel, ma purtroppo sono cose che possono accadere. La mia vittoria non era scontata, visto che mancava ancora un po’ alla fine, ma sono sicuro che sarei riuscito a tenere dietro le McLaren”. Vettel, che dopo l’incidente si è chiuso nel suo motorhome per riacquistare la calma, non è stato così diplomatico come il compagno di squadra e, anche se a quanto pare alla Red Bull vige l’accordo per cui dopo l’ultimo pit stop i piloti devono mantenere le proprie posizioni, ha confermato la sua “innocenza”: “Se si guardano le immagini è chiaro. Io ero all’interno che cercavo di concentrarmi sul punto di frenata e ci siamo scontrati. Questa giornata è decisamente da dimenticare, ma abbiamo la macchina migliore e andremo avanti”.